Nerviano. NerPharMa (NMS): ipotesi di acquisizione, scenari industriali e ricadute occupazionali

Riceviamo e pubblichiamo.

L’autore spiega che trasmette questa analisi come contributo di riflessione sul caso NerPharMa / NMS Group, perché ritiene utile aprire un confronto pubblico sugli scenari industriali in atto e sulle possibili ricadute occupazionali.

Il testo nasce dall’osservazione diretta del contesto produttivo e intende distinguere, con approccio analitico, tra ipotesi di sviluppo industriale e operazioni guidate prevalentemente da logiche finanziarie, mettendo al centro il tema del lavoro come fattore strategico.


NerPharMa (NMS): ipotesi di acquisizione, scenari industriali e ricadute occupazionali

Nel contesto della crisi del gruppo NMS e delle ipotesi di cessione di NerPharMa, è utile ricostruire i possibili scenari industriali e le conseguenze occupazionali, distinguendo tra operazioni di natura produttiva e mere logiche finanziarie.

Negli ultimi mesi sono circolate numerose informazioni, indiscrezioni e preoccupazioni sul futuro di NerPharMa e del NMS Group, gruppo controllato dal fondo PAG.
In questo quadro è emersa l’ipotesi di una possibile acquisizione di NerPharMa da parte di Benta Pharma Industries (BPI), gruppo farmaceutico internazionale con una forte vocazione manifatturiera, attivo nel settore degli sterili e degli oncologici e già certificato secondo standard GMP europei.

Ad oggi non risulta alcuna operazione formalmente conclusa, ma il dibattito è rilevante perché NerPharMa rappresenta un asset industriale di valore strategico, non riducibile a una mera voce di bilancio.

Un asset industriale ad alta complessità

NerPharMa è:

Questi elementi rendono il sito particolarmente appetibile per gruppi con una strategia industriale orientata alla produzione regolata e ai mercati internazionali.

Il profilo di Benta BPI

Dal punto di vista industriale, Benta BPI presenta caratteristiche potenzialmente compatibili con un’acquisizione produttiva:

Tuttavia, come spesso accade in operazioni di questo tipo, il profilo dell’acquirente non è di per sé sufficiente a garantire esiti positivi sul piano occupazionale. Conta la natura concreta dell’operazione.

Tre scenari possibili

È possibile delineare tre macro-scenari.

1. Acquisizione industriale con integrazione reale
È lo scenario più virtuoso:

2. Acquisizione opportunistica o difensiva
Scenario più critico:

3. Mancata acquisizione
Scenario di maggiore rischio sistemico:

Il nodo regolatorio: FDA

Un elemento dirimente resta l’esito delle interlocuzioni con la FDA.
La dimensione regolatoria non è solo tecnica: incide direttamente sulla valorizzazione industriale del sito, sul potere negoziale delle parti e sulla credibilità del progetto di continuità produttiva.

Il grande assente: il lavoro nel perimetro decisionale

In questo quadro, emerge un dato che non può essere ignorato: le rappresentanze dei lavoratori (RSU/RSA) e le organizzazioni sindacali non risultano, allo stato attuale, coinvolte in un confronto strutturato sul possibile futuro del sito.

È un elemento critico. Se è condivisa l’idea che piano industriale e garanzie occupazionali vadano affrontati prima di qualunque eventuale operazione, allora il coinvolgimento delle rappresentanze non può essere rinviato a decisioni già assunte.

L’esperienza insegna che:

Conclusioni

NerPharMa non è un’azienda residuale, ma un nodo industriale ad alta intensità tecnologica e professionale. Il suo futuro non riguarda solo i lavoratori direttamente coinvolti, ma l’intero ecosistema farmaceutico e produttivo del territorio.

Per questo appare essenziale che ogni eventuale operazione:

La distinzione tra operazioni industriali e mere logiche finanziarie non è teorica: è ciò che determina se un sito produttivo ha un futuro o diventa una parentesi da chiudere.

Bruno Pepi
Operaio specializzato – settore farmaceutico
NerPharMa (Gruppo NMS) RSA CUB

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