Regione Lombardia. L’assessore Moratti risponde NO alla proposta di istituzione di un tavolo sull’informazione scientifica. N.d.R.

Ad oggi, non si sono verificate criticità o richieste in materia di informazione scientifica sul farmaco sul territorio lombardo per cui non si è ritenuto necessario costituire un tavolo di lavoro su questo tema

In data 8 marzo 2022 il Consigliere Regionale Nicolò Carretta presentò un’interrogazione a risposta scritta (N. 21433) all’Assessore al Walfare, Letizia Moratti, in cui si chiedeva “l’Istituzione di un tavolo regionale sull’informazione scientifica e revisione della normativa regionale in materia“.

Nella seduta antimeridiana del Consiglio Regionale del 5 aprile  l’Assessore Moratti ha comunicato la risposta [cliccare sull’immagine a destra per il video dell’intervento] al Consigliere Carretta che ha pubblicato la sottostante nota.


“Istituzione del tavolo regionale sull’informazione scientifica”

L’Assessore Letizia Moratti nel rispondere all’ITL ha ricordato che la materia dell’informazione medico scientifica sul farmaco è normata dal Decreto 24/04/2006 n. 219 e dall’art. 48 co.21 del Decreto legge 30 settembre 2003 convertito in legge il 24 novembre 2003 n. 326.

L’Assessore ha dichiarato che Regione Lombardia, in considerazione alle indicazioni contenute nel documento “Linee guida di regolamento regionale dell’informazione scientifica sul farmaco” ai sensi dell’art 48 co.21, 22 , 23, 24 della legge 24 novembre 2003 approvato il 20 aprile 2006 dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, ha adottato gli indirizzi in materia di informazione scientifica sul farmaco contenuti nelle linee guida in accordo con quanto disposto dall’AIFA in tale materia.

Considerato che dal momento in cui si sono adottate le indicazioni della Conferenza sull’informazione scientifica sul farmaco, ad oggi, non si sono verificate criticità o richieste in materia di informazione scientifica sul farmaco sul territorio lombardo.  

Per questo motivo, non si è ritenuto necessario costituire un tavolo di lavoro su questo tema.

L’Assessore ha voluto ricordare che anche nel periodo di pandemia, Regione Lombardia ha gestito gli informatori scientifici come operatori sanitari, dando la stessa priorità per la vaccinazione.

Sul punto richiesto dal Consigliere Carretta, relativo all’omogeneità delle informazioni alle diverse ats l’Assessore si è impegnata direttamente per far avere in forma scritta un approfondimento puntuale.

L’Assessore Moratti ha infine dichiarato che i medicinali sono autorizzati da AIFA e EMA e nessuna agenzia menzionata ha novellato la materia dell’informazione medico scientifica in questi anni.

Regione Lombardia assicura impegno all’impiego sicuro e appropriato dei medicinali attraverso informazione e divulgazione indipendente, orientando le scelte terapeutiche sulle base delle evidenze scientifiche nell’interesse del paziente. Queste le parole conclusive della Vice Presidente della Lombardia.


Il Consigliere Regionale Niccolò Carretta (AZIONE), che si è fatto portavoce delle richieste degli informatori scientifici della Lombardia anche durante la Pandemia chiedendo alla Regione Lombardia che venissero considerati operatori sanitari per la priorità di vaccinazione, ha preso atto della mancanza di volontà politica dell’istituzione di un tavolo regionale così come richiesto e ha però sollecitato l’Assessorato e la Direzione Generale affinché venga fatto un ulteriore approfondimento circa il coordinamento più leggero per incontrare le richieste della categoria, che ha manifestato a più riprese il bisogno di essere più coordinata e in dialogo più strutturato con la Direzione Generale.
Il consigliere Carretta si impegna a trasmettere l’approfondimento scritto in arrivo dall’Assessorato al Welfare.


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Regione Lombardia Regolamento_informatori_farmaceutici_luglio_2019-2

Linee Guida 20 aprile 2006 dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome.

Decreto Legislativo 24 aprile 2006, n. 219 

DECRETO-LEGGE 30 settembre 2003, n. 269 

Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541


N.d.R.:

Siamo grati alla Regione Lombardia che ha gestito gli informatori scientifici come operatori sanitari durante la pandemia, ma vogliamo rispettosamente confutare le motivazioni che hanno portato l’Assessorato a negare l’Istituzione del tavolo regionale sull’informazione scientifica.

Visto che nella risposta all’interrogazione del Consigliere Carretta si fanno dei riferimenti di legge per giustificare una risposta negativa, ci corre l’obbligo di chiarire cosa dicono questi riferimenti di legge.

«L’Assessore ha dichiarato che Regione Lombardia, in considerazione alle indicazioni contenute nel documento “Linee guida di regolamento regionale dell’informazione scientifica sul farmaco” ai sensi dell’art 48 co.21, 22 , 23, 24 della legge 24 novembre 2003 approvato il 20 aprile 2006 dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, ha adottato gli indirizzi in materia di informazione scientifica sul farmaco contenuti nelle linee guida in accordo con quanto disposto dall’AIFA in tale materia.

Considerato che dal momento in cui si sono adottate le indicazioni della Conferenza sull’informazione scientifica sul farmaco, ad oggi, non si sono verificate criticità o richieste in materia di informazione scientifica sul farmaco sul territorio lombardo»…

È sorprendente che il “no” faccia riferimento alle Linee Guida 20 aprile 2006 dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome di regolamento regionale dell’informazione scientifica sul farmaco, attuato in base alla legge del novembre 2003, perché proprio nelle linee guida si dice che le Regioni “possono provvedere  alla  emanazioni di disposizioni  per la costituzione, a livello provinciale, aziendale o inter-aziendale o regionale  di apposite commissione dove, indicativamente, dovrebbero essere rappresentati…” anche “Le associazioni  degli informatori scientifici” e “A dette commissioni  deve essere demandata, ad integrazione  della informazione scientifica prodotta dall’industria farmaceutica, la programmazione e realizzazione, anche in collaborazione con l’industria farmaceutica, di  incontri,  con tutti i sanitari che operano nel bacino di utenza…”. Inoltre nelle linee guida viene anche specificato che, pur regolamentandola, “lo svolgimento dell’attività degli ISF all’interno delle strutture del SSR viene assicurato e agevolato dalle Direzioni delle suddette strutture”.

Inoltre l’art. 119 del D.Lgs.219/06 dispone che “l’informazione scientifica presso gli operatori sanitari deve essere realizzata nel rispetto dei criteri e delle linee guida adottate dall’AIFA, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sentite le associazioni dell’industria farmaceutica”.

Nelle risposta al Consigliere Carretta si dice inoltre che l’AIFA non ha ancora pubblicato linee guida, e su questo l’Assessore ha ragione, ma non può dire che l’Unione Europea non l’abbia fatto.

Le norme italiane sono tutte attuazioni di Direttive Europee: prima la 92/98/CEE e poi le 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE.

Non si può nemmeno dire che non ci siano criticità, visti certi fantasiosi regolamenti di certe strutture sanitarie che di fatto impediscono l’attività di ISF. In Regione Lombardia infatti il Regolamento sull’Attività di informazione scientifica del 2007 avviene secondo modalità definite dalle Direzioni Aziendali, attraverso l’adozione di un regolamento interno e con l’aggiornamento 2019 il regolamento deve essere fatto dai Direttori di U.O. e approvato dalla Direzione Medica di Presidio.

Mai che si parli di favorire l’attività degli ISF come dicono le linee guida della Conferenza delle Regioni, mai che gli ISF siano istituzionalmente coinvolti. Ed è curioso che certi provvedimenti vengano presi senza sapere chi sono e cosa fanno veramente gli informatori scientifici del farmaco ma vengono adottati sulla figura dell’ISF come più o meno è definita dall’immaginario collettivo che spesso e volentieri confonde gli ISF con altre figure professionali.

Ed è sorprendente anche che questi provvedimenti non vengono nemmeno comunicati alla categoria interessata col risultato che magari qualche ISF fa centinaia di chilometri per trovarsi improvvisamente un regolamento che gli impedisce di lavorare. È questo il rispetto per le persone?

La Regione Lombardia afferma che non ci sono criticità sull’informazione scientifica. Non ci sono per il semplice fatto che la voce degli ISF non viene ascoltata e non viene ascoltata proprio perché non c’è un luogo istituzionale dove poterla esprimere. Oltre alle norme e leggi, è anche una questione di rispetto che una categoria di lavoratori e di persone merita di avere.

 

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