Seminario promosso dalla Femca. L’informatore scientifico e l’impatto dell’innovazione

Il lavoro che cambia, Farmindustria-Femca Cisl: “Non farci travolgere dall’innovazione”

I cambiamenti vanno saputi gestire, soprattutto nel campo delle professionalità dell’healthcare che stanno vivendo una vera e propria rivoluzione. Il tema è stato affrontato durante il seminario promosso dalla Femca Cisl nazionale “Il settore farmaceutico in Italia”

AboutPharma – 17 ottobre 2018

Il lavoro che cambia è uno dei temi sui tavoli di incontro tra le associazioni di settore, sindacati e istituzioni. Uno degli ambiti che più tocca il futuro delle professioni nell’healthcare e nel farmaceutico è quello dell’innovazione che sta rimescolando le carte. Professioni emergenti, che si evolvono, che scompaiono. Ma il tutto va saputo gestire. “La disruption portata dai cambiamenti tecnologici coinvolgerà tutti i processi, dalla ricerca, alla produzione, fino alla distribuzione e all’accesso ai mercati. Bisogna quindi riflettere su quali siano i modelli regolatori più adatti e non farsi travolgere dall’innovazione”. A dirlo, Carlo Riccini di Farmindustria durante il seminario promosso dalla Femca Cisl nazionale “Il settore farmaceutico in Italia”, tenutosi il 16 ottobre a Roma. Anche Nora Garofalo, segretaria generale Femca Cisl sottoscrive quanto dichiarato da Riccini. “Per governare il cambiamento che sta investendo l’industria farmaceutica è fondamentale aprire a percorsi di partecipazione attiva dei lavoratori, in particolare sul tema decisivo della formazione”.

Professionisti che invecchiano

I driver di questa innovazione, ha spiegato successivamente Matteo Colombo del centro studi Adapt, dovranno essere accompagnati da cambiamenti non solo nei processi organizzativi, ma anche nei sistemi di welfare e di formazione. Il crescente invecchiamento della popolazione, e quindi dei lavoratori, rende necessaria una formazione professionale che garantisca l’occupabilità degli addetti di questo settore per tutta la propria vita lavorativa. Non a caso durante l’evento è stato toccato anche il progetto Tris di Farmindustria (Tutele, riqualificazione, innovazione, solidarietà) di cui anche il presidente Scaccabarozzi ha parlato di recente.

L’informatore scientifico

Una delle professioni che più di altre sta subendo l’impatto dell’innovazione è quello dell’informatore scientifico. L’ecosistema sta cambiando e con esso il rapporto tra industria e medico. Inevitabili le ricadute sulle professioni. Durante l’evento ci si è focalizzati molto sull’informazione scientifica, e sulla sua valorizzazione, mediante l’analisi dei cambiamenti che la stanno investendo. “Come Femca Cisl vogliamo svolgere un ruolo da protagonisti a sostegno dell’innovazione, della produttività e dell’occupabilità all’interno del settore – ha dichiarato Nora Garofalo, a conclusione del seminario – a partire dall’esigenza di azioni condivise con Farmindustria più decise nei confronti del governo, in termini di politiche sanitarie e di governance del settore sul piano industriale e sociale, assieme al rilancio delle relazioni industriali come leva per lo sviluppo”.


Un focus speciale sull’informazione scientifica, e sulla sua valorizzazione, mediante l’analisi dei cambiamenti che stanno investendo la figura dell’informatore scientifico del farmaco e la mappatura delle nuove competenze richieste, della formazione necessaria, dell’evoluzione dei sistemi di controllo e dell’orario di lavoro. (Femca CISL)


Nota di chi c’era. Bianco nel suo intervento ha rimarcato che le difficoltà del nostro settore dipendono ancora oggi, per l’ISF, dall’errato inserimento della sua figura professionale nell’area funzionale non pertinente in relazione a quanto disposto dalle normative di legge contravvenendo alle stesse. Infatti le difficoltà che emergono in relazione alle problematiche occupazionali presentatesi in queste ultime ore, derivano sempre più da una spinta commerciale del settore.

Quindi, a mio parere, il brillante intervento del ricercatore ADAPT, Colombo, avrebbe avuto senso se proposto ad una platea di imprenditori per capire come intendono sfruttare queste nuove evoluzioni/innovazioni in ambito lavorativo e se, facendo leva sulla innovazione, non si approfitti della circostanza per snellire un comparto che sino ad oggi ha visto 13/15000 posti di lavoro in meno dal lontano 2007 ad oggi, producendo ulteriori aspetti negativi sul nostro lavoro. Inutile quindi parlare di nuova formazione e nuove opportunità di lavoro se, ad oggi, manca la trasparenza nei comportamenti delle aziende che, imperterrite, continuano a fare quello che vogliono. (A.S.)

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