Riceviamo e pubblichiamo
La Nefrotossicità provocata dall’acido Tartarico presente nell’uvetta e nell’uva nei nostri cani
L’Acido Tartarico (TTA) come detto è descritto come nefrotossico specifico della specie nei cani. Ciò
Questo è dovuto ad una differente espressione di una proteina trasportatrice OAT in particolare, l’OAT-4 è espresso in modo diverso rispetto ad altre specie. L’OAT-4 una proteina che trasporta specifici composti attraverso le membrane cellulari, inclusi alcuni farmaci.
Nei cani, l’acido Tartarico (TTA) viene assorbito nelle cellule renali attraverso l’OAT-4, portando a una concentrazione intracellulare elevata che causa danno cellulare (citotossicità) con conseguente danno renale.
Ho utilizzato vari software di predittività valutando l’assorbimento e il target di tossicità.
Il pericolo di Nefrotossicità (danno renale) risulta il più probabile nel 58% dei casi.
Ciò conferma la pericolosità a livello renale nel dare da mangiare al cane uva o altri alimenti contenenti l’acido tartarico.
Paolo Pelini
Consulenza e Ricerca Controllo Qualità e Valutazione Farmacognostica e Citotossicologica degli Estratti Vegetali di Piante Officinali, Microalghe e Gemmoderivati e Ricerche Microbiota Piante Officinali
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N.d.R.:
L’acido tartarico è uno degli acidi organici più diffusi del mondo vegetale. Si trova nell’uva, nel tamarindo, nelle sorbe, nelle patate, nei cetrioli, negli ananas, nei frutti di pepe nero, ecc., in parte libero, in parte sotto forma di sale, generalmente di potassio o calcio. È particolarmente abbondante nell’uva e nei suoi derivati.
L’acido tartarico eccelle nella sua funzione di agente chelante, formando complessi stabili con diversi minerali che ne migliorano l’assorbimento intestinale. Questa proprietà è particolarmente rilevante nella formulazione di integratori minerali, dove l’acido tartarico può aumentare significativamente la biodisponibilità di elementi come ferro, calcio e magnesio. La formazione di complessi tartrati previene la precipitazione dei minerali nel tratto gastrointestinale e facilita il loro trasporto attraverso le membrane cellulari.
Sintetizzando l’acido tartarico serve principalmente come acidificante e regolatore di pH in enologia (vino), ma trova ampio uso anche in cucina (agente lievitante come cremor tartaro e acidificante per dolci, bevande), cosmetica (esfoliante, antiossidante per creme) e farmaceutica (digestivi effervescenti, agenti tampone). Conferisce freschezza, equilibrio e aiuta a esaltare aromi in bevande e cibi, oltre a migliorare la texture della pelle nei prodotti skincare
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