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Perché l’acido tartarico è tossico per i cani

Riceviamo e pubblichiamo


La Nefrotossicità provocata dall’acido Tartarico presente nell’uvetta e nell’uva nei nostri cani

L’Acido Tartarico (TTA) come detto è descritto come nefrotossico specifico della specie nei cani. Ciò significa che provoca danni ai reni nei cani ma non necessariamente in altre specie.

Questo è dovuto ad una differente espressione di una proteina trasportatrice OAT in particolare,  l’OAT-4 è espresso in modo diverso rispetto ad altre specie. L’OAT-4  una proteina che trasporta specifici composti attraverso le membrane cellulari, inclusi alcuni farmaci.

Nei cani, l’acido Tartarico (TTA) viene assorbito nelle cellule renali attraverso l’OAT-4, portando a una concentrazione intracellulare elevata che causa danno cellulare (citotossicità) con conseguente danno renale.

Ho utilizzato vari software di predittività valutando l’assorbimento e il target di tossicità.

Il pericolo di Nefrotossicità (danno renale) risulta il più probabile nel 58% dei casi.

Ciò conferma la pericolosità a livello renale nel dare da mangiare al cane uva o altri alimenti contenenti l’acido tartarico.

Paolo Pelini
Professione Erbochimico / Naturopata per Animali

Consulenza e Ricerca Controllo Qualità e Valutazione Farmacognostica e Citotossicologica degli Estratti Vegetali di Piante Officinali, Microalghe e Gemmoderivati e Ricerche Microbiota Piante Officinali

Roma – Italia
Tel: 351/0461450

E-mail: paolo.pelini@gmail.com
CV: https://dmhomes.academia.edu/PaoloPelini/CurriculumVitae

 

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N.d.R.:

L’acido tartarico è  uno degli acidi organici più diffusi del mondo vegetale. Si trova nell’uva, nel tamarindo, nelle sorbe, nelle patate, nei cetrioli, negli ananas, nei frutti di pepe nero, ecc., in parte libero, in parte sotto forma di sale, generalmente di potassio o calcio. È particolarmente abbondante nell’uva e nei suoi derivati.

La sua solubilità in acqua e la stabilità in diverse condizioni di pH lo rendono un ingrediente versatile nelle formulazioni farmaceutiche. L’importanza dell’acido tartarico nella tecnologia farmaceutica si estende oltre la semplice regolazione del pH. La sua capacità di influenzare la dissoluzione e l’assorbimento di altri principi attivi lo rende un eccipiente strategico nella formulazione di medicinali. Inoltre, le sue proprietà antimicrobiche naturali contribuiscono alla conservazione dei preparati, mentre la sua azione tampone aiuta a mantenere stabile il pH delle formulazioni nel tempo.

L’acido tartarico eccelle nella sua funzione di agente chelante, formando complessi stabili con diversi minerali che ne migliorano l’assorbimento intestinale. Questa proprietà è particolarmente rilevante nella formulazione di integratori minerali, dove l’acido tartarico può aumentare significativamente la biodisponibilità di elementi come ferro, calcio e magnesio. La formazione di complessi tartrati previene la precipitazione dei minerali nel tratto gastrointestinale e facilita il loro trasporto attraverso le membrane cellulari.

Sintetizzando l’acido tartarico serve principalmente come acidificante e regolatore di pH in enologia (vino), ma trova ampio uso anche in cucina (agente lievitante come cremor tartaro e acidificante per dolci, bevande), cosmetica (esfoliante, antiossidante per creme) e farmaceutica (digestivi effervescenti, agenti tampone). Conferisce freschezza, equilibrio e aiuta a esaltare aromi in bevande e cibi, oltre a migliorare la texture della pelle nei prodotti skincare

 

Notizie correlate: Relazione annuale 2024 del Piano di controllo nazionale pluriennale (PCNP) e Le Filiere 2024

Redazione Fedaisf

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