AVANTI SUI GENERICI, RISPARMI PER 800 MILIONI

AVANTI SUI GENERICI, RISPARMI PER 800 MILIONI

di SANDRO BENNUCCI – FIRENZE – «SONO FIDUCIOSO, farò risparmiare circa 800 milioni di euro l’anno al servizio sanitario nazionale», sorride Enrico Rossi, assessore toscano e coordinatore di tutti gli assessori regionali alla salute. Sostiene che la sua battaglia per ottenere che gli sconti sui farmaci generici (quelli non più protetti da brevetto, i cosiddetti off-patents) devono andare a beneficio dei conti statali e non solo dei farmacisti. Il 15 ottobre ci sarà una nuova riunione tel tavolo tecnico nazionale, con Ministero del welfare, Aifa (l’Agenzia del farmaco), le Regioni e i rappresentanti dei farmacisti: secondo l’assessore sarà l’occasione «per far passare il principio che gli sconti delle case produttrici non possono andare solo ai farmacisti, ma devono far risparmiare almeno del 20% il servizio sanitario nazionale». Nelle settimane scorse l’indagine avviata dalla Procura della repubblica di Firenze ha avuto uno scatto con i controlli dei carabinieri del Nas su come funziona il sistema di passaggio dal produttore al rivenditore. Per valutare se ci siano comportamente penalmente perseguibili. In maggio, infatti, Rossi inviò esposti alla Procura della repubblica di Firenze e all’Antitrust per segnalare «che le case farmaceutiche facevano sconti extra ai farmacisti sugli off-patents, ma che il servizio sanitario era poi costretto a dare rimborsi a prezzo pieno». Con un danno per le casse pubbliche capace di sfiorare il miliardo di euro l’anno. Rossi cita anche la legge del 2001, la quale specifica come il rimborso sia dovuto in base al farmaco che costa meno. Lo stesso esposto è stato inviato anche ai ministri Giulio Tremonti (Eoconomia) e Maurizio Sacconi (Welfare) che hanno aperto un tavolo tecnico insieme all’Aifa (l’Agenzia del farmaco), senza però giungere a risultati concreti. L’Urtofar, l’associazione dei farmacisti, sostiene – anche attraverso comunicati a pagamento – che il servizio sanitario nazionale avrebbe pagato «in base al prezzo di riferimento e non un centesimo in più». Ma Rossi insiste: «Ministero del Welfare, Aifa e Regioni sono decisi ad andare avanti. Il 15 ottobre ci sarà una riunione tecnica durante la quale dovrà pesare il profilo politico del problema. Io non accuso nessuno: voglio soltanto che il peso dei costi della sanità sia più lieve per le finanze pubbliche». 

Il Resto del Carlino del 10/10/2008 , articolo di SANDRO BENNUCCI  ed. Nazionale  p. 27

af

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