Fase3 Piemonte. Nastri (senatore FdI): assurdo divieto d’accesso a informatori scientifici. Presenterò interrogazione a ministro Speranza.

Fase3 Piemonte. Nastri (senatore FdI): assurdo divieto d’accesso a informatori scientifici. Presenterò interrogazione a ministro Speranza.

De Grandis (FDI): gli informatori scientifici non sono untori

News Novara – 30 luglio 2020

A Novara il direttore del Distretto Urbano ha deciso il divieto d’accesso per gli informatori scientifici fino a che la situazione non consentirà di ripristinare la regolarità. Una scelta che ritengo grave perchè gli informatori medico-scientifici non possono essere considerati degli untori e hanno il diritto di poter ritornare a lavorare, in sicurezza.

E’ davvero paradossale, che in un momento in cui si parla di uscire dall’emergenza, di ritorno alla normalità che nella provincia di Novara sia impedito agli informatori scientifici di svolgere la propria attività.

Mentre sarebbe possibile garantirla rispettando quelle normali precauzioni che in Piemonte, e non solo, stanno consentendo a tutti di tornare a lavoro. Presenterò, quindi, un’interrogazione al ministro Speranza affinchè faccia chiarezza su questa vicenda, evitando discriminazioni assurde che rischiano di affossare una categoria già pesantemente colpita dalla crisi economica“. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Gaetano Nastri, vicecoordinatore vicario di FdI in Piemonte.

“Gli informatori medico-scientifici non sono untori e hanno tutto il diritto, come avvenuto in altri territori del Piemonte, di poter ritornare a lavorare, in sicurezza, ma a pieno regime. E’ davvero paradossale, in questo momento di uscita dall’emergenza, che nel Novarese proprio questa categoria sia una di quelle meno tutelate nello svolgimento della propria attività.

Nel nostro territorio, infatti, non sono a tutt’oggi consentiti a questi professionisti gli accessi a tutti i luoghi dove poter svolgere la propria attività e questo nonostante possono essere prese tutte le precauzioni per evitare il contagio imposte dalla normativa, esattamente come per tutti gli altri lavoratori ed esattamente come avvenuto in altre province del Piemonte e in altre regioni.

Trovo assurda questa mancata assunzione di responsabilità da parte dei Dirigenti dei Servizi sanitari territoriali locali, che, alla luce dell’importanza strategica che la Medicina territoriale ha avuto e avrà nei prossimi mesi, deve risolvere questo problema sia per una ripresa del ruolo chiave svolto nell’informazione e nella divulgazione scientifica, sia anche per tutelare i lavoratori di questo settore.

E’ mia intenzione sollecitare i vertici dirigenziali a tutti i livelli per risolvere la questione. Ripartenza e tutela della salute sono anche questo. Ancora una volta ringrazio il Senatore Gaetano Nastri per la sensibilità che ha dimostrato prendendo a cuore fin da subito questa problematica”. Lo scrive sulle sue pagine social Ivan De Grandis, Consigliere provinciale e comunale di Novara.


SANITÀ. AVETTA (PD): “PERCHÉ IN PIEMONTE GLI OSPEDALI SONO ANCORA VIETATI AGLI INFORMATORI SCIENTIFICI?”

Avetta (PD): “Ho presentato un Question Time per sapere se Cirio e Icardi sono interessati a incontrare gli informatori scientifici e risolvere la questione del loro accesso agli ospedali”

Bragantini (PD): “Il Piemonte faccia come il Veneto: gli ospedali sono luoghi di cura ma anche di lavoro e gli informatori scientifici sono anche loro lavoratori della sanità”

 

“Agli informatori scientifici continua ad essere vietato l’accesso alle strutture sanitarie. L’Associazione Italiana Informatori Scientifici del Farmaco Regione Piemonte ha evidenziato come tale divieto non solo renda agli informatori scientifici difficoltoso l’esercizio della loro professione ma potrebbe causare importanti ricadute negative sotto il profilo occupazionale incidendo, oltre che sulla salute dei piemontesi, anche sui livelli di occupazione di molte imprese del settore. Peraltro, l’Associazione ha più volte sollecitato per iscritto un incontro sia al Presidente Cirio sia all’assessore Icardi, senza ottenere riscontro alcuno. Per questo ho presentato un Question time, per capire se, in che tempi e con quali modalità, la Regione Piemonte intenda affrontare e risolvere la questione dell’accesso degli informatori scientifici ai nostri ospedali e presidi sanitari”: lo dichiara il consigliere regionale Alberto AVETTA (PD), che ha presentato in Consiglio regionale un Question Time sul divieto di accesso degli informatori scientifici alle strutture sanitarie regionali, conseguenza del fatto che il settore non è stato preso in considerazione dal Decreto Regionale n. 68 del 13 giugno 2020, né sono state adottate linee guida in materia, nonostante la normativa nazionale riconosca agli informatori scientifici un ruolo rilevante considerandoli parte integrante del sistema sanitario.

“I nostri ospedali sono luoghi di cura ma anche di lavoro e tra i lavoratori della sanità bisogna includere anche gli informatori scientifici del farmaco-commenta Paola BRAGANTINI, coordinatore della Segreteria regionale Pd Piemonte-Il Veneto ha riconosciuto l’interesse pubblico nello svolgimento dell’attività di informazione scientifica e ha consentito con apposita Delibera l’accesso regolato degli informatori scientifici nelle strutture ospedaliere, anche in deroga alle disposizioni limitative degli accessi adottate dalle singole strutture. Non si vede perché in Piemonte non si voglia mettere questa categoria di lavoratori nelle condizioni di poter svolgere la loro professione”.

Chivasso oggi – 31 luglio 2020

 

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