Gravidanza, salute e giustizia: risarcita una figlia del farmaco “Distilbène

Gravidanza, salute e giustizia: risarcita una figlia del farmaco “Distilbène

La Corte d’Appello di Parigi ha condannato venerdì le società farmaceutiche UCB Pharma e Novartis a risarcire una ragazza colpita da cancro perche’ la madre aveva assunto del “Distilbène” quando era in gravidanza. Quest’ormone di sintesi, il Dietilstilbestrolo (DES ) è un difenolo con proprietà sintetica estrogenica potente, prescritto a milioni di donne al mondo tra il 1940 e il 1977 mentre tra il 1964 e il 1975 è stato il più raccomandato per prevenire aborti spontanei. Sintetizzato nel Regno Unito nel 1938, è stato commercializzato come farmaco in questo paese sotto il nome di Stilbestrol-Borne, e poi in altri paesi sotto il nome di Stilboestrol Distilbène.

Nel 1971 , negli Stati Uniti , l’FDA mette finalmente fine all’embargo e vieta la prescrizione di questo farmaco nelle donne in gravidanza. Il Distilbène è stato quindi vietato per le donne in gravidanza, nel 1975 in Belgio, nel 1976 nel Canada, nel 1977 in Francia , Germania , Austria e Olanda nel 1978, in Italia nel 1981 e nel 1983 in Ungheria .

Ma il danno orami era fatto, e una generazione di bambini esposti al DES in utero è nata tra il 1940 e il 1980. L’età fertile per questi bambini è in gran parte tra il 1975 e il 2015: problemi genitali e problemi di sterilità causati a questi figli adulti rappresentano un vero e proprio problema di sanità pubblica ,

Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, evidenzia che il Distilbène, che non è mai stato prescritto a donne in gravidanza dal 1983, attualmente continua a essere comandato a pazienti con metastasi del cancro alla prostata in cui ha dimostrato la sua efficacia.

Giovanni D’Agata – 20 novembre 2012 – Mondo Raro

Argentina: La BAYER condannata a pagare un indennizzo

In Argentina, la compagnia farmaceutica BAYER dovrà pagare 968.000 pesos (circa 206.000 dollari) a una vittima del farmaco anticolesterolo Lipobay/Baycol. La vittima, Flavio Rein, ha sofferto danni irreparabili alla muscolatura, disturbi visivi e danni ai reni dopo aver usato il farmaco per un mese soltanto.

In tutto, il processo è durato oltre nove anni, ma nell’agosto 2012 la Corte di Appello di Buenos Aires, confermando il giudizio dell’anno precedente, ha stabilito che la BAYER non ha fornito ai dottori né ai pazienti, adeguate informazioni riguardo ai rischi connessi all’uso del farmaco. La sentenza è diventata esecutiva la scorsa settimana.

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