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Milillo (Fimmg), sostituzione in farmacia? È inopportuna

Secondo una recente indagine del Sole 24 Ore Sanità il 91% dei medici di famiglia intervistati rifiuta categoricamente che il farmacista possa sostituire il farmaco prescritto. Una posizione confermata a DoctorNews33 dal segretario generale della Fimmg che ribadisce come una simile scelta sarebbe inopportuna sia «nell’interesse dei cittadini sia della professionalità dei medici di famiglia». La strada è una sola, perciò per Milillo, in linea con il sondaggio: il medico sceglie il prodotto e il farmacista è vincolato alla scelta. I rischi per la salute oltretutto sono concreti, secondo il segretario generale della Fimmg. «Il problema è quello della continuità della cura, il potenziale intervento del farmacista può compromettere l’aderenza alla terapia che è uno dei problemi basilari dell’assistenza farmaceutica». E non basta la clausola di non sostituibilità riservata ai medici dal recente testo legislativo. «Si tratta di un inutile aggravio burocratico che oltretutto non è utilizzabile in tutti i casi». La Fimmg comunque non si rassegna, sottolinea Milillo «da tempo esprimiamo le nostre perplessità e lo abbiamo fatto anche a livello europeo, con argomentazioni precise e circostanziate. Ma non siamo noi a decidere purtroppo» conclude il rappresentante del maggior sindacato dei medici di famiglia.

Marco Malagutti – 26 giugno 2013 – DoctorNews33

Aiom: si a biosimilari ma al medico scelta su sostituibilità

Gli oncologi campani sono favorevoli (58%) all’uso dei biosimilari in pazienti mai trattati, come stabilito dal decreto del presidente di Regione Caldoro, ma il 67% chiede di poter decidere sulla sostituibilità. Il dato comunicato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) emerge da un sondaggio condotto dall’associazione stessa fa i soci campani, ed è stato discusso al seminario "Biosimilari da anticorpi monoclonali in oncologia. La sicurezza del paziente prima di tutto", che si è svolto ieri a Napoli all’Istituto Pascale. L’importante lavoro svolto dalla Rete nazionale di farmacovigilanza ha, infatti, confermato nel corso degli anni la sicurezza di biosimilari quali, ad esempio, le eritropoietine o gli ormoni della crescita. Diverse le implicazioni, invece, per i biosimilari di anticorpi monoclonali (mAb), in arrivo tra qualche anno, che per la loro complessità richiedono processi di vigilanza più accurati e appositi registri e studi clinici con endpoint validati. Il Decreto stabilisce che "il farmaco biosimilare, con costo terapia più basso, deve essere utilizzato come prima scelta nei confronti del paziente mai trattato per tutte le indicazioni terapeutiche autorizzate, salvo diverso giudizio clinico". «La posizione dell’Aifa» riassunta da Simona Creazzola, del direttivo Sifo (Società italiana di farmacisti ospedalieri) «chiarisce che biologici e biosimilari non possono essere considerati alla stregua dei prodotti equivalenti,

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