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Ormoni ai bimbi, processate i medici», nei guai due specialisti

di Gaslini e San Martino   Guido Filippi – Genova 08/05/2014

Genova – L’accusa è pesantissima e vergognosa: soldi, regali e viaggi premio dall’azienda farmaceutica Sardoz a una rete di pediatri ed endocrinologi di tutta Italia per aumentare le prescrizioni- e di conseguenza le vendite – di ormoni della crescita ai bambini.

L’inchiesta dei carabinieri del Nas, coordinata dalle procure di Busto Arsizio e Rimini, ha alzato il velo e fatto emergere i rapporti sospetti tra una sessantina di medici e la multinazionale: nel registro degli indagati erano state iscritte 80 persone: 68 medici (di cui 5 genovesi) che lavorano in 40 ospedali pubblici e privati, e 12 informatori scientifici.

Nelle scorse settimane si è conclusa la prima fase delle indagini e il pubblico ministero Mirko Monti ha chiesto il rinvio a giudizio e il processo per 41 camici bianchi, tra cui due universitari genovesi: Roberto Gastaldi che è il responsabile dell’Auxologia clinica del Gaslini, e Mara Boschetti, ricercatrice del centro di Endocrinologia del San Martino Ist. Gastaldi ha chiesto di essere ascoltato dai carabinieri del Nas di Bologna e, da quanto emerge, ha ripetuto che ha sempre prescritto gli ormoni della crescita solo ed esclusivamente per curare i bambini. Boschetto, invece, ha scelto di non farsi interrogare.

Verso il processo anche 12 informatori scientifici, – dirigenti, responsabili commerciali e capi area che sono a libro paga o che hanno lavorato per la Sandoz. I reati contestati a tutti vanno, a vario titolo, dalla truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale, alla corruzione al comparaggio.

Ora l’ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere sul rinvio a giudizio e stabilire la data della prima udienza.

Tra gli indagati c’erano altri tre specialisti che si occupa di problemi legati alla crescita: il direttore del San Martino Ist Francesco Minuto, deceduto qualche mese fa, e altri due medici del Gaslini: Mohamad Maghnie che coordina il centro di malattie endocrine e Teresa De Toni. Le accuse nei loro confronti sono cadute, sono stati scagionati e sono quindi usciti dall’indagine.

Nell’ottobre di due anni fa, quando era scattato il blitz in tutta Italia dei carabinieri del Nas, erano stati perquisiti anche gli studi in ospedale e le abitazioni dei medici genovesi ed erano stati sequestrate le cartelle cliniche sull’inserimento di una trentina di pazienti in terapia con l’Omnitrope, un ormone della crescita commercializzato dalla Sandoz.

L’inchiesta era nata da una denuncia della multinazionale del gruppo Novartis che, sospettando di essere al centro di un raggiro, aveva fornito agli inquirenti un memorandum sui regali: viaggi, borse di valore, biglietti aerei per un convegno in Giappone o negli States, e soldi per gonfiare le prescrizioni dei costosissimi farmaci.

In una contestazione disciplinare era emerso anche il nome di Gastaldi «per un contributo di importo non specificato al pagamento delle spese di due congressi… quale corrispettivo per l’inserimento in terapia con Omnitrope di dieci nuovi pazienti».

Nel rapporto dei Nas emerge anche il medico avrebbe ricevuto da Sandoz anche «una borsa in pelle per un controvalore di circa 180 euro». Alla ricercatrice Boschetti (moglie del noto chirurgo Edoardo Berti Riboli che negli anni scorsi aveva denunciato alcune nomine sospette, “su ordine” della giunta Burlando), è stato invece contestato un contributo al reparto del San Martino che sarebbe stato usato per finanziare la sua assunzione.

«Non è vero – ha ripetuto il medico – ho fatto un regolare concorso e la Sandoz ha solo finanziato alcune ricerche». Ora la parola passa al tribunale.

filippi@ilsecoloxix.it

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