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Sanità – sicurezza farmaceutica precarizzata

La legge istitutiva del servizio sanitario nazionale stabilisce che il servizio di informazione scientifica sul farmaco ad uso umano, ed il controllo sugli eventuali effetti indesiderati degli stessi siano competenze dello Stato.
Attualmente, per conto del Ministero, il servizio di informazione scientifica sul farmaco viene assicurato al medico dagli informatori scientifici delle aziende produttrici, affinché il sistema della salute possa avere un aggiornamento costante sulle caratteristiche terapeutiche del farmaco, le sue limitazioni nell’uso, e, soprattutto, i suoi effetti indesiderati.

Gli addetti all’informazione scientifica sono stati finora la categoria di lavoratori deputata ad assicurare questo importante servizio al cittadino. Questi lavoratori ad elevato valore sociale sono forniti di preparazione adeguata, come testimonia la tipologia di laurea di cui devono essere dotati. Gli informatori sono inoltre quotidianamente formati ed aggiornati dal servizio scientifico delle aziende da cui dipendono, venendo tutelati nella loro quotidiana attività lavorativa di tutela del malato, attraverso un rapporto di lavoro dipendente, ed a tempo indeterminato. La loro retribuzione è indipendente dalle vendite.
Tutto ciò ha garantito al cittadino un elevato livello di correttezza dell’informazione scientifica sul farmaco, ed inoltre un costante servizio di monitoraggio sui rischi e sugli effetti indesiderati che i farmaci possono, non dimentichiamolo, produrre.
Oggi però le cose non stanno più così e questi lavoratori, licenziati a migliaia negli ultimi tre anni, si sentono come una categoria in via di estinzione. Con la scusa della crisi, la tendenza economica attuale è quella di rendere precari i rapporti di lavoro. Ciò, insieme alla cronica mancanza di controlli in un settore molto delicato come quello della salute umana, vede sostituire l’informatore con contratto a tempo indetrminato con l’informatore precario, cioè giovani precari assunti con contratti di pochi mesi, e pagati con le provvigioni sul farmaco venduto. Più vendi più guadagni, le controindicazioni dei farmaci diventano un impedimento alla vendita ed al guadagno.
Tutto questo, purtroppo, oltre a privare il sistema di valide professionalità, formatesi attraverso anni di esperienza, riduce enormemente le tutele verso l’ammalato. E di ciò il cittadino deve essere informato.

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