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Sciopero alla Sigma-tau di Pomezia in 569 verso la cassa integrazione

Per la metà dei 1.200 dipendenti prevista la Cig. Ed è scattato il sit in davanti ai cancelli. "La direzione ha stilato un dettagliato piano di tagli reparto per reparto, senza indicare i nomi, solo le unità in esubero" racconta un caporeparto, "gli interessati lo scopriranno con una lettera a casa". E il clima è incandescente. Solidarietà dal sindaco di Pomezia Enrico De Fusco, dipendente in aspettativa dell’azienda. Martedì convocato un tavolo in Regione

di MANUEL MASSIMO e FLAMINIA SAVELLI

Protesta davanti ai cancelli della Sigma-tau a Pomezia: i lavoratori dell’azienda farmaceutica hanno incrociato le braccia dalle 10 alle 14.30 per protestare contro il piano di riorganizzazione varato dai vertici che, per lo stabilimento pontino, prevede la cassa integrazione straordinaria per 569 persone. La decisione unilaterale da parte della dirigenza è arrivata del tutto inaspettata, senza informare i sindacati e senza aprire alcun tavolo di trattativa, come racconta un lavoratore che – per ovvi motivi – preferisce mantenere l’anonimato: "Hanno stilato un dettagliato piano di tagli reparto per reparto, senza indicare i nomi ma soltanto le unità in esubero. Gli interessati lo scopriranno aprendo la posta: riceveranno una lettera a casa e per loro scatterà la cassa integrazione".

La Sigma-tau, che a Pomezia impiega circa 1.200 lavoratori, sostiene che questa misura straordinaria è dovuta alla crisi: lo ha scritto a Confindustria e lo ha ribadito nel documento del piano di risanamento aziendale in cui annuncia i tagli al personale. Eppure, come confermano dal presidio davanti all’azienda, la Sigma-tau fino a giugno di quest’anno ha pagato i premi di produzione, gli straordinari e la quattordicesima: una condotta che non supporta la tesi della crisi ma, anzi, la sconfessa.

Una prima avvisaglia che le cose in azienda stavano prendendo una brutta piega si era avuta già il 15 novembre scorso, quando all’improvviso tredici dirigenti erano stati allontanati dallo stabilimento e licenziati in tronco senza ulteriori spiegazioni. Ora a temere per il proprio posto sono in tanti: se non verrà trovata una soluzione a breve termine, più del 50 per cento della forza-lavoro dell’azienda resterà a casa. Il personale prossimo alla pensione che potrebbe avere 2/3 anni di "scivolo" per un esodo più naturale e meno traumatico ammonta a meno di duecento unità. Ma a fare le spese dei tagli saranno anche lavoratrici incinte o giovani mamme, padri di famiglie monoreddito, operai e tecnici ultraquarantenni: figure che troveranno difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro.

Il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco, dipendente in aspettativa proprio della Sigma-tau, ha portato la propria solidarietà ai lav

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