Archivio Storico

L’Ue stronca le speranze delle parafarmacie

Scritto da Direttore il 18 gennaio 2013. 

Scoprono di essere stati messi in cassa integrazione solo passando il badge al tornello, che non li riconosce. E’ quanto accaduto questa mattina a molti dei 128 lavoratori della Sigma-Tau per i quali è stata decisa la CGIS per due anni. Solo oggi, data di inizio degli ammortizzatori sociali per i dipendenti che vanno ad aggiungersi ai quasi 300 cassaintegrati dello scorso anno, si è scoperto chi aveva mantenuto il lavoro e chi invece poteva restare a casa. Nessuna lettera o telegramma, infatti, per molti lavoratori, che si sono visti rifiutare il passaggio al tornello: praticamente la replica di quanto avvenuto a gennaio del 2012, quando centinaia di persone hanno scoperto di non far più parte dell’organico solo ad inizio turno di lavoro, al segnale di “badge non riconosciuto”. “Non c’è nessun rispetto di noi come persone: non hanno neanche avuto il coraggio di dirci che non gli servivamo più”, hanno commentato alcuni neo cassaintegrati. A loro fanno eco le RSU aziendali che “indignate denunciano l’ennesima manifesta violazione della dignità delle lavoratrici e lavoratori che sempre onestamente hanno dato la loro professionalità per la crescita dell’ Azienda”.

“Al tavolo delle trattative per la nuova CIGS – spiegano i sindacalisti – era stato chiesto chiaramente all’Azienda di adottare procedure diverse per la comunicazione ai lavoratori posti in CIGS. C’era stata data piena assicurazione che, contrariamente a quanto avvenuto lo scorso anno, questa volta ogni lavoratore avrebbe tempestivamente ricevuto entro il giorno 17 gennaio la relativa comunicazione. Non è stato così! Molte lavoratrici e lavoratori stamane hanno dovuto subire l’umiliazione di presentarsi ai tornelli e scoprire la disattivazione del proprio badge ovvero la messa in CIGS. Questo dimostra la chiara, inequivocabile incompetenza nella gestione delle risorse umane. Denunciamo, ancora, la totale codardia di quel management che non ha avuto il coraggio di informare, pur conoscendone i nomi, i propri collaboratori di essere messi in CIGS. Questi comportamenti rivelano l’assoluta assenza di un’etica del lavoro e la negligenza più totale, oltreché incapacità della gestione delle Relazioni Socio-Tecniche, che ogni Azienda dovrebbe tenere in alta considerazione. Ancora una volta le RSU ribadiscono a questa Azienda, rivendicandolo con forza, il proprio ruolo nel

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio
Fedaiisf Federazione delle Associazioni Italiane degli Informatori Scientifici del Farmaco e del Parafarmaco