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Assogenerici. Rinnovata la fiducia a Häusermann

I lavoratori: «Giusto che vedano con i loro occhi la realtà di questo stabilimento» Venerdì mobilitazione della sede di Roma con la rete di informatori farmaceutici

PAVIA. Erano più di duecento i lavoratori in assemblea ieri nella sala riunioni dell’ex Vigorelli, in quell’ala della Merck Sharp and Dohme di via Emilia già dismessa da anni: operai, tecnici, ma anche funzionari, impiegati e quadri. Alla fine l’assemblea, compatta, ha deciso che durante lo sciopero di otto ore proclamato per venerdì sarà fatto un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento a partire dalle 8 per poi spostarsi in centro, davanti alla Prefettura, per coinvolgere la città e chiedere al prefetto Giuseppa Strano Materia un impegno formale a portare avanti le istanze dei lavoratori,

«Venerdì sarà una giornata importante – spiega Gianni Ardemagni, segretario della Femca Cisl – perché chiederemo al prefetto di sostenere le nostre richieste per il territorio e l’occupazione e confidiamo che la dottoressa Strano Materia possa portare al Governo la necessità di intervenire a tutti i livelli con la Merck Sharp and Dohme in modo che la dirigenza riconsideri la decisione della chiusura dello stabilimento a fine 2014». «I lavoratori sono soddisfatti della compattezza con cui il territorio ha reagito alla notizia della chiusura dello stabilimento – afferma Pietro cavallaro della Uiltec – Siamo convinti che non si debba far cadere il silenzio sulla vicenda: quello che non possiamo accettare, noi e i lavoratori, è che per l’amministratore delegato Pierluigi Antonelli questo di Pavia sia uno stabilimento eccellente per flessibilità, produttività, qualità dei prodotti e tuttavia la decisione sia irrevocabile. Né possiamo accettare la chiusura dell’ultimo stabilimento produttivo della multinazionale in Italia e la deriva totalmente commerciale della farmaceutica sul territorio».

Venerdì sarà dunque sciopero, lo stop di otto ore coinvolgerà lo stabilimento produttivo di Pavia, dove lavorano in 270, e la sede di Roma: «Speriamo che l’adesione sia massiccia – spiega Giorgio Mercuri, segretario della Filctem Cgil – e che con la partecipazione della rete degli informatori farmaceutici si fermino tutte le attività della Merck in Italia».

In assemblea i sindacalisti hanno ripercorso le tappe della vertenza: l’annuncio della chiusura dello stabilimento il 6 giugno scorso, l’arrivo nella sede della Merck di via Emilia del capo del personale Giovanni Parisi per una riunione coi dirigenti locali per spiegare le motivazioni della chiusura, il consiglio comunale aperto, l’incontro in Regione, il tavolo con l’azienda al ministero per lo Sviluppo economico, l’attesa per i vertici americani convocati dal ministero entro fin

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