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Belluno. Al vaglio i premi ai medici che prescrivono di meno

Il pubblico ministero Antonio Bianco vuole capire il meccanismo dei contratti stipulati tra Usl 1 e professionisti: un capitolato da 600 mila euro l’anno

BELLUNO. Sono i contratti aziendali che riguardano i premi sulle prescrizioni di farmaci ed esami ad essere finiti nel mirino della procura della Repubblica di Belluno, che ha avviato un’indagine, al momento, conoscitiva per capire il meccanismo che li regola.

Pochi giorni fa, i militari della Guardia di Finanza si sono presentati negli uffici della sede dell’Usl 1 ed hanno acquisito la documentazione, ora al vaglio del sostituto procuratore Antonio Bianco.

Poche, per la verità, le indiscrezioni che riguardano l’indagine della procura. Pare, però, che il pubblico ministero bellunese voglia capire il meccanismo che regola quei contratti (stipulati tra i sindacati dei medici di base, l’ordine dei medici e l’Usl 1) in base ai quali viene premiato il medico che dispone meno prescrizioni per i propri pazienti. In altre parole, l’Usl, nell’ottica di risparmio della spesa pubblica, ha stipulato un contratto coi medici condotti in base al quale si premia chi prescrive di meno (farmaci o esami).

Il medico di base che prescrive di meno viene premiato dall’Usl 1 con denaro prelevato dal “capitolato” alla voce “beni e servizi”. Un “ricco” capitolato da 600.000 euro l’anno. Anche i dirigenti delle aziende sanitarie, in caso di obiettivi raggiunti e risparmi di spesa nelle prescrizioni dei medici di base, avrebbero un congruo premio. Dunque, premi in denaro per tutti se si riesce a risparmiare nelle spese delle prescrizioni. A tal proposito, pare che esista un vero e proprio tariffario per chi risparmia di più.

Sia chiaro, si tratta di contratti stipulati alla luce del sole. Ma la procura ha, in ogni caso, deciso di vederci chiaro anche per capire quale sia il principio per accedere a tali premi. Va premiato chi prescrive meno o chi prescrive il giusto?

Marco Filippi  

 

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