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Bergamo, farmaci monodose per azzerare gli sprechi

 

L’Azienda ospedaliera Riuniti di Bergamo sta lavorando per il nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII a un sistema che prevede la somministrazione dei farmaci in monodose e che permetterà di rispondere in modo più mirato e personalizzato alle necessità dei singoli pazienti, fornendo loro solo la precisa quantità di medicinale di cui hanno bisogno, senza sprechi. Il progetto è stato presentato a Milano dal direttore generale dell’azienda ospedaliera bergamasca, Carlo Nicora nel corso di un incontro per la presentazione di un’indagine sui processi di acquisto dei dispositivi medici.
"La nostra scelta – spiega Nicora – è stata quella di fare un investimento per garantire in un futuro prossimo l’azzeramento degli sprechi e la riduzione delle spese, ridisegnando il processo di gestione dei farmaci e presto anche dei dispositivi medici. A Bergamo, per esempio, tutti insieme pesano per oltre 100 milioni di euro sulle casse dell’azienda ospedaliera, oltre 57 milioni i farmaci, 33,5 milioni i dispositivi medici, a cui si aggiungono 12 milioni per i diagnostici”.

In particolare, spiega il direttore generale, nel nuovo modo di erogare i farmaci “viene coinvolta una società terza che spacchetta e riconfeziona le terapie in versione monodose. I prodotti vengono poi inseriti all’interno di 4 armadi robotici che, come i distributori di snack, erogano le terapie per ciascun paziente sulla base di quanto prescritto dai medici”. In questo modo, non si avranno più pacchetti di farmaci aperti, consumati a metà e buttati via, e si dovrebbe ridurre anche l’impatto degli errori, grazie alle etichette con codici a barre che legano in maniera univoca il farmaco al paziente”
ll percorso comincia con la gara (della durata di 9 anni) per l’affidamento del servizio di supporto alla farmacia ospedaliera per la gestione informatizzata del farmaco in monodose e per la gestione dei dispositivi medici e delle protesi. "Gara che viene fatta per tre ospedali – Azienda ospedaliera ospedali Riuniti di Bergamo, Azienda ospedaliera Istituti ospedalieri di Cremona e Azienda ospedaliera della Provincia di Pavia – e vale in totale 65 milioni di euro. Al termine di questi 9 anni, si prevede un risparmio di più del 10%".
Il modello di appalto adottato prevede la remunerazione dell’appaltatore con il sistema ‘a canone’ erogando il prezzo in due fasi: il 50% a prescindere e il 50% all’ottenimento del risultato.
Il progetto partirà nel 2012, "nei primi 3 mesi dell’anno prossimo inizieranno i test in 4 reparti individuati per la misurazione dei vantaggi. Alla fine dell’anno contiamo invece di portare dati precisi sull’attività", annuncia Nicora.

http://www.pharmastar.it/index.html?cat=7&id=6914 5 dicembre 2011

 

 

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