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Cambio dei farmaci antirigetto

Trapiantati in allarme

Confusione nelle Asl sulla sostituzione degli immunosoppressori. Nel Lazio una circolare fa chiarezza

MILANO – Per chi ha ricevuto un trapianto di cuore o di reni sono farmaci salvavita: gli immunosoppressori, infatti, servono a prevenire un eventuale rigetto dell’organo. Ma, in tempi di spending review, è prevista anche la loro sostituzione con farmaci equivalenti. «Temiamo seri rischi per la nostra salute – dice Nevio Toneatto, presidente nazionale di Acti, l’Associazione cardiotrapiantati italiani –. Gli specialisti dei Centri di trapianto dicono che la terapia immunologica deve essere sempre la stessa ed è sconsigliata la sostituzione con altri farmaci perché il rischio di rigetto dell’organo potrebbe aumentare. Ma stiamo ricevendo da tutta Italia segnalazioni di pazienti che dopo anni sono costretti a cambiare farmaci, senza nessuna certezza».
La “sorpresa” arriva quando il paziente si reca alla farmacia ospedaliera che gli consegna il medicinale.

IL PARERE DEGLI ESPERTI – «Il principio attivo degli equivalenti è lo stesso, ma gli eccipienti possono cambiare e quindi influire sull’assorbimento del medicinale e dare luogo al rigetto dell’organo», spiega Domenico Adorno, direttore del Centro regionale trapianti del Lazio. «Questi malati hanno un equilibrio biologico molto delicato e instabile – aggiunge il commissario straordinario dell’Agenzia regionale del Lazio per i trapianti e le patologie connesse, Carlo Casciani, che insieme a Paride Stefanini nel1966 ha effettuato il primo trapianto di cuore in Italia –. Il cambio di un farmaco antirigetto non studiato significa, quindi, mettere a rischio non solo il trapianto ma la stessa vita del trapiantato. Per questo è consigliabile per i "vecchi" trapiantati continuare la terapia con farmaci antirigetto "griffati", mentre per i nuovi trapiantati si può iniziare l’uso dei farmaci antirigetto generici, dopo un attento studio farmacocinetico (cioè su assorbimento, distribuzione ed eliminazione del farmaco) e farmacodinamico (cioè su efficacia farmacologica e terapeutica ed effetti collaterali che dà il dosaggio terapeutico e tossico del farmaco)».

IL TIMORE DEI PAZIENTI

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