Campania. Ricette bianche addio: stretta sugli ospedalieri

Campania. Ricette bianche addio: stretta sugli ospedalieri

Giro di vite di Palazzo Santa Lucia sulle prescrizione di farmaci e analisi da parte dei medici specialisti ospedalieri. La Regione preme sulla leva dei controlli e con un apposito decreto tira il freno alle ricette indotte. Sotto la lente della struttura commissariale finiscono le prescrizioni “suggerite” ai medici di famiglia da parte dei camici bianchi ospedalieri, universitari e specialisti ambulatoriali interni ed accreditati esterni. Addio alla ricetta bianca dunque, con firme illeggibili e farmaci e indagini diagnostiche non sempre rispondenti alle linee guida. In pista, per la prima volta, l’adozione del nuovo modello prescrittivo strandardizzato che si affianca alla tradizionale ricetta rossa in possesso dei medici di famiglia e dei pediatri di base. La novità parte con precise disposizioni contenute in un apposito decreto commissariale (n. 33 del 20 marzo scorso).
La filiera dei controlli parte dallo studio dei medici ospedalieri, universitari e specialisti. La ricetta deve essere redatta sul modello di prescrizione standardizzato regionale indirizzato al medico curante.
I medici prescrittori sono tenuti ad apporre in calce alla nuova notiula un timbro con il proprio codice identificativo, costituito, per le prime due lettere, dalla sigla della provincia di iscrizione all’Ordine di appartenenza e, per i successivi sei caratteri, dal numero di iscrizione all’Ordine dei medici. I controlli sull’effettiva disponibilità ed utilizzo dei timbro e sulla corretta compilazione delle ricette spettano alle aziende sanitarie di appartenenza. E’ obbligo dei medici invece compilare in maniera completa, corretta e leggibile il modulo prescrittivo destinato alla successiva lettura ottica.

LA NUOVA NOTULA
Il modello di prescrizione standardizzato regionale è composto da ricette, numerate, in triplice copia: la prima è consegnata all’assistito; la seconda viene utilizzata dalla struttura sanitaria per monitorare l’appropriatezza prescrittiva, la terza è conservata dal medico prescrittore). Il passaggio successivo è compito dei medici di famiglia ai quali tocca siglare la lettera “S” di “suggerita” sulla ricetta rossa del Servizio sanitario regionale, Nel campo a disposizione delle Regioni va invece apposto il codice identificativo del medico induttore. Le aziende sanitarie provvederanno a disciplinare, attraverso propri regolamenti, l’attività prescrittiva dei medici prescrittori aziendali e ad istituire Commissioni distrettuali ad hoc per l’appropriatezza prescrittiva, composte dai referenti di ciascuna area di attività del distretto e dagli stesi medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali più un componente nominato dalla direzione generale e dal responsabile del Servizio farmaceutico territoriale in attesa della definizione di apposite linee guida regionali.

GLI OBIETTIVI
Assicurare l’appropriatezza nell’utilizzo delle risorse messe a disposizione dalle Asl per l’assistenza farmaceutica, assicurare l’erogazione dei livelli essenziali, ricercare la sistematica riduzione degli sprechi nell’uso delle risorse disponibili mediante adozione di principi di qualità e di medicina basata sulle evidenze scientifiche, operare secondo i principi di efficacia e di appropriatezza degli interventi in base ai quali le risorse devono essere indirizzate verso le prestazioni la cui efficacia è riconosciuta secondo le evidenze scientifiche e verso i soggetti che maggiormente ne possono trarre beneficio: questi gli obiettivi del decreto commissari

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