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CIRCA 10.000 INFORMATORI SCIENTIFICI IN ESUBERO

La riconversione è la medicina giusta contro la crisi

Circa 10 mila informatori scientifici in esubero. La soluzione? La co-promotion, una formula che ha garantito il salto di qualità

Spiegare le caratteristiche di un principio attivo comune, come può essere quello dell’aspirina, semplice non è. Figurarsi per medicinali complessi come cardiologici, neurologici o antitumorali. Eppure spiegare le proprietà, scientifiche e mediche, di ogni farmaco è essenziale. Motivo: i medici, di base o specialisti, devono comprendere quando un prodotto va prescritto al paziente. Il compito di spiegare spetta agli informatori scientifico-farmaceutici. Il trait d’union tra l’azienda farmaceutica e il medico. I professionisti che hanno il sapere e devono tradurlo a chi lo applicherà. Vuol dire competenza e aggiornamento. «La formazione di professionisti altamente qualificati è lo strumento necessario per muoversi nel settore farmaceutico», precisa Nicola Danzo, ad di MarvecsPharma, l’azienda leader in Italia nella co-promozione di farmaci e specializzata nella formazione di alto livello. Oltre Poi Danzo sbotta: «Il modello italiano è in crisi. Non quello dell’informatore, ma del sovradimensionamento di informatori». mille informatori in Italia, suddivisi in sette strutture organizzative per promuovere oltre trenta prodotti, quasi la metà di proprietà. Marvecs è nata nel ’99 come Agenzia per il lavoro specializzata nell’informazione medico-scientifica e in tre anni è cresciuta fino a diventare una vera società farmaceutica che costituisce un punto di riferimento per la qualità dei suoi informatori. «Facciamo – precisa Danzo della competenza scientifica il nostro punto di orgoglio aggiornando costantemente i nostri professionisti. E stiamo puntando anche verso la ricerca scientifica». L’ad tocca un punto spinoso. Il problema: le case farmaceutiche sono in difficoltà perché in passato hanno assunto troppi informatori che oggi non sono in grado di sostenere. Le cause: manca un rinnovamento del listino, cioè non ci sono prodotti nuovi da immettere sul mercato, e sta crescendo la quota dei generici che avranno un boom proprio l’anno prossimo, quando scadrà la copertura brevettale di molti farmaci ad alto prezzo che non saranno rimpiazzati. Tutto ciò porta una perdita di profittabilità delle imprese farmaceutiche. Conclusione: gli informatori sono troppo costosi. Non a caso gli esperti del settore prevedono l’esubero di circa 10mila professionisti. «Le aziende oggi non possono sostenere costi di strutture sovradimensionate rispetto al mercato ma devono affidarsi a soluzioni più flessibili», spiega Danzo. Soluzione: la co-promotion, più aziende possono promuovere lo stesso marchio. Prima unvece esisteva il co-marketing: più aziende promuovevano lo stesso principio attivo con marchi differenti. Cioè, mentre prima proliferavano farmaci uguali con marche diverse, ora più aziende promuovono lo stesso marchio. La lungimirante Marvecs promuoveva la co-promotion già dal 2002 e oggi è leader di settore. «Per le imprese farmaceutiche – continua Danzo – il vantaggio è di non pagare per intero la risorsa, ma di poter pagare solo quello che è richiesto per il tempo necessario». Ecco perché si aprono gra ndi spazi per aziende come Marvecs che con la sua rete di informatori è in grado di sopperire, volta per volta, alle necessità di una struttura informativa adeguata quando occorre rafforzare l’attività: per esempio, per sostenere il lancio di un nuovo farmaco o per valorizzare la stagionalit

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