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8 Marzo. L’industria farmaceutica è donna.

Donna. Nel 2024 nell’industria farmaceutica sono occupate 71 mila persone, per il 90% laureate o diplomate. Tra il 2019 e il 2024 l’occupazione ha registrato una crescita superiore alla media nazionale: +8% rispetto a +4% della media dell’economia, soprattutto grazie alla crescita delle mansioni di R&S, produzione e personale di sede (+13%). Molto significativa la crescita di under 35 (+21%) e donne (+13%).

Nel 2024 la somma dell’occupazione diretta e dell’indotto a monte raggiunge poco più di 155 mila unità,

Nella farmaceutica le pari opportunità sono già da anni una realtà. Le donne rappresentano il 45% degli addetti (29% negli altri settori manifatturieri), spesso con ruoli apicali – tra dirigenti e quadri la quota di donne è addirittura superiore (47%); e nella R&S le donne rappresentano il 53% degli addetti. La differenza di retribuzione fra uomini e donne, è del -0,5%, praticamente inesistente.

Il 71% delle aziende farmaceutiche ha già ottenuto la Certificazione della Parità di Genere, e un ulteriore 22% ha avviato o sta per avviare l’iter. Sono i dati pubblicati da Farmindustria su “Pharmaceutical indicators

Le aziende farmaceutiche prestano sempre maggiore attenzione alla medicina di genere, considerando le differenze di incidenza, sintomatologia e gravità delle malattie tra uomini e donne.“

“L’8 marzo – afferma Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria – è l’occasione per ribadire il nostro impegno quotidiano, insieme alle aziende e in continuità con i progetti sviluppati da anni con il Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, con cui stiamo programmando a maggio un evento su donne, qualità delle cure, prevenzione e nuove tecnologie”.

Nel complesso della popolazione, la prevalenza d’uso di farmaci è stata del 57,5% negli uomini e del 64,6% nelle donne. Differenze nei consumi fra i generi si evidenziano nella fascia di età 15-64 anni (prevalenza d’uso maggiore del +10% nelle donne rispetto agli uomini). In generale, gli uomini mostrano una maggiore aderenza al trattamento rispetto alle donne.

Nonostante questi dati positivi, a livello di top management (vertici aziendali), la presenza femminile è significativamente inferiore, attestandosi intorno al 18-20%.

Anche la medicina è sempre più donna. Secondo FNOMCeO (Ordine dei medici) tra cinque anni sei medici su dieci, tra quelli in attività, saranno donne.

“Già oggi – dice Anelli, Presidente FNOMCeO – tra i medici con meno di 65 anni, le colleghe costituiscono quasi il 59%. Se a questi dati aggiungiamo la considerazione che gli iscritti a medicina sono in maggioranza donne, possiamo prevedere, nei prossimi anni, una Professione medica sempre più declinata al femminile”

“Guardando al totale dei medici italiani – prosegue Anelli – 431150, sono ancora gli uomini la maggioranza, anche se si sta andando verso la parità: costituiscono infatti il 52,5%, mezzo punto percentuale in meno rispetto allo scorso anno. Se però guardiamo ai medici ancora sicuramente in attività, con meno di 70 anni, sono le donne a detenere la maggioranza, con il 55%: solo lo scorso anno erano il 53%“.

“Nella vita quotidiana – conclude Anelli – le donne continuano a incontrare ostacoli nel lavoro e, in molte famiglie, la cura dei figli e degli anziani resta un compito prevalentemente affidato a loro. La mentalità sta cambiando, ma una parità reale richiede un mutamento culturale profondo: tutti dobbiamo rivedere gli atteggiamenti, in particolare maschili, rispetto agli oneri familiari e alla divisione delle responsabilità”. 

Secondo la ministra alle pari opportunità, Roccella, “Tanti passi avanti sono stati compiuti, ma la strada verso un pieno riconoscimento dell’uguaglianza nei diritti e nelle possibilità presenta ancora ostacoli”.  E lancia lo slogan:“La parità è una partita da vincere tutti insieme”.

N.d.R.: Un augurio speciale alle donne ISF in questo giorno dell’8 marzo, che a loro noi dedichiamo, e con l’augurio, anche, che non sia lontano quel giorno in cui a questo lavoro venga riconosciuto il valore che merita.
Che tutti i giorni siano I’8 marzo!

 

Redazione Fedaiisf

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