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Licenziamenti Bayer. Protesta degli informatori con contratto in somministrazione

Bayer, Nidil Cgil e UilTemp: i lavoratori in somministrazione dicono basta!

Bayer, Nidil Cgil e UilTemp: i lavoratori in somministrazione dicono basta!

imprese-lavoro – 5 marzo 2026

Milano – La recente vicenda che ha coinvolto Bayer in Italia rappresenta un caso emblematico per comprendere la condizione dei lavoratori, diretti e indiretti, nei processi di ristrutturazione aziendale. In particolare, nella divisione Pharma Italia, l’azienda ha annunciato la chiusura della linea cardiovascolare, motivata con la riduzione dei profitti.

Per la prima volta in 125 anni di presenza in Italia, l’azienda ha aperto una procedura di licenziamento collettivo: 49 lavoratrici e lavoratori diretti coinvolti e altri 22 con contratto di somministrazione tramite l’agenzia IQVIA, in gran parte informatori scientifici del farmaco e personale della rete commerciale.

Per i lavoratori diretti, la trattativa ha permesso di ridurre l’impatto degli esuberi: ricollocazioni interne, incentivi all’uscita volontaria, strumenti di accompagnamento. Per i lavoratori e le lavoratrici in somministrazione, invece, è bastata la chiusura della missione. Nessun incentivo. Nessun riconoscimento. Solo la comunicazione che il lavoro finisce. Eppure i lavoratori somministrati non sono una presenza occasionale. Sono una parte strutturale dell’organizzazione.

Formalmente dipendenti di IQVIA, lavorano ogni giorno per Bayer, con le stesse responsabilità e gli stessi obiettivi dei colleghi diretti. La parità di trattamento esiste solo finché la missione è attiva. Quando arrivano i licenziamenti collettivi, quella parità scompare e diventano invisibili. Il cuore della precarietà è proprio la missione: può finire per una riorganizzazione, per la chiusura di una linea, per una scelta commerciale. E quando finisce, finisce tutto. O quasi.

Oggi questi lavoratori saranno collocati in disponibilità, in attesa – per i più fortunati – di una nuova ricollocazione. Riceveranno un’indennità lorda di 1.150 euro per sei mesi. Poi, se non arriverà un’altra missione, il licenziamento.

Non è accettabile che chi ha contribuito ai risultati dell’azienda venga trattato come un corpo estraneo all’impresa. Non è accettabile che a parità di lavoro non corrisponda parità di tutele. Non è accettabile che l’unica risposta sia un saluto e, quando va bene, un grazie. Con un grazie non si paga l’affitto. Con un grazie non si fa la spesa. Con un grazie non si vive. Le lavoratrici e i lavoratori in somministrazione dicono basta. Ci siamo sentiti dire negli anni in cui abbiamo lavorato che eravamo tutti uguali, ora rivendichiamo l’uguaglianza.


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Not 1:  La protesta, sollevata dai labor unions dei lavoratori precari Nidil Cgil e UilTemp, si inserisce nel processo di ristrutturazione aziendale in Italia del colosso tedesco del farmaco. L’azienda, nella divisione Pharma, ha annunciato la chiusura della linea cardiovascolare, motivata con la riduzione dei profitti.

The trattative sindacali hanno permesso di ridurre l’impatto degli esuberi attraverso ricollocazioni interne, incentivi all’uscita, accompagnamento alla pensione. Strumenti messi in campo, però, solo per i dipendenti diretti, escludendo gli altri.


Nota 2:

Il contratto di somministrazione è un rapporto trilaterale (disciplinato dal D.Lgs. 81/2015 derivante dal Jobs Act, ex lavoro interinale o in affitto)) in cui un’agenzia per il lavoro autorizzata (somministratore) assume un lavoratore e lo invia a svolgere la propria attività presso un’azienda terza (utilizzatore). Può essere a tempo determinato o indeterminato (staff leasing).

La normativa stabilisce che il limite massimo complessivo di durata, anche considerando più contratti di somministrazione succedutisi nel tempo tra le stesse parti, non può superare i 24 mesi

La somministrazione a tempo indeterminato è consentita per qualsiasi ambito di attività e tipologia di lavoratori, ma nel limite del 20% rispetto al numero di lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore alla data del 1° gennaio dell’anno in cui è concluso il contratto (con arrotondamento del decimale all’unità superiore, qualora esso sia eguale o superiore a 0,5).

I lavoratori somministrati hanno pari tutele, retribuzione e benefit dei dipendenti diretti dell’azienda utilizzatrice.

Il contratto è utilizzato per esigenze produttive temporanee o specifiche. Il numero di lavoratori in somministrazione a tempo determinato è generalmente limitato al 30% dei dipendenti a tempo indeterminato dell’azienda, salvo diversa disposizione dei contratti collettivi. (Fonte: Ministero del Lavoro)

 

Redazione Fedaiisf

Promote the cohesion and union of all members to allow a univocal and homogeneous vision of the professional problems inherent in the activity of pharmaceutical sales reps.

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