Etici non rimborsati, nel 2010 quasi mezza spesa di fascia A

Etici non rimborsati, nel 2010 quasi mezza spesa di fascia A

Sei miliardi di euro, poco meno della metà rispetto ai 12,9 della farmaceutica convenzionata. È quanto ha fatto registrare nel 2010 la spesa degli italiani per gli etici non rimborsati, ossia fascia C (Otc e Sop compresi) più fascia A pagata privatamente. Basta questo dato a spiegare perché le farmacie siano terrorizzate dalla liberalizzazione del farmaco prescritto su ricetta bianca: nell’insieme, infatti, un anno di fascia C vale quasi sei mesi di spesa convenzionata, e il trend dei prezzi suggerisce che negli anni a venire il rapporto potrebbe anche ridursi. Merito della curva dei prezzi: mentre quelli di fascia A disegnano negli ultimi cinque anni una parabola discendente che tende alla stabilità, i farmaci di fascia C registrano nello stesso periodo aumenti incostanti ma comunque apprezzabili (come il +4% rilevato tra 2009 e 2008). Gli effetti sono evidenti: nei primi sei mesi del 2011 gli etici non rimborsati fanno segnare un arretramento nei pezzi venduti dell’1,6% ma una crescita a valori del 2,1% (dati Ims), una performance che non è eccezionale ma aiuta a compensare l’arretramento della fascia A (quasi due punti in meno nello stesso periodo sulla spesa lorda). E poi quello della classe C è un mercato polarizzato: le benzodiazepine, la classe terapeutica a maggiore spesa nel 2010, fanno più del 17% del mercato e le prima cinque categorie (oltre alle benzodiazepine, contraccettivi orali, farmaci per la disfunzione erettile, pro cinetici e antispastici, corticosteroidi topici a uso dermatologico) sommano più del 40%. Stesso discorso per i principi attivi del gruppo Sop 578 milioni il mercato 2010, dove il paracetamolo fa da solo il 16,7%, seguito a distanza da ambroxolo (7,8%), glicerolo (associato a camomilla comune, malva e amido di frumento, 4,4%) e diclofenac (3,8%).

3 dicembre 2011 – Farmacista33

Fascia C, lunedì la manovra che tiene i titolari con il fiato sospeso

Quorum unico a 4mila abitanti per farmacia e concorsi entro 120 giorni per le sedi di nuova istituzione. Dovrebbe esserci anche questo nella Manovra da 20-25 miliardi che il governo Monti varerà lunedì dopo il giro di incontri con partiti e parti sociali di oggi e domani. Questo almeno dicono i "rumors" che da giovedì circolano nei corridoi della politica, un tam tam che di ora in ora aggiunge nuovi tasselli a un mosaico comunque ancora sfocato. Anche a proposito di liberalizzazione della fascia C arrivano nuovi dettagli, secondo i quali alcune classi di etici non rimborsati – stupefacenti e magari benzodiazepine – verrebbero esclusi dalla deregulation. Resta il fatto che ancora di voci si tratta, insistenti ma senza la consistenza che può assicurare un’uscita ufficiale o una bozza scritta. Anche perché di bozze, al momento, non ce ne sarebbero: soltanto tra oggi e domani, infatti, il "quadrumvirato" che regge le sorti della Manovra (Monti, Passera, Fornero e Moavero) dovrebbe mettere nero su bianco i provvedimenti. Non a caso, in queste ore Federfarma sta compiendo ogni sforzo per riuscire a far arrivare ai quattro la propria voce. La tesi del sindacato, in sostanza, è che le misure sulla farmacia sono contraddittorie: da un lato si allarga il numero dei presidi per dare nuove opportunità d’impiego, dall’altro si depaupera la farmacia con

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