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In tre giorni due episodi. In un centro commerciale di Grugliasco (Torino) dove sono in vendita i farmaci senza ricetta è stato venduto di un integratore che era stato ritirato dal commercio e sono state trovate alcune confezioni di un prodotto per l’autodiagnosi del diabete prive della fustella obbligatoria. In proposito il senatore Enzo Ghigo (FI), ieri ha rivolto un’interrogazione alla ministra della Salute, Livia Turco, chiedendo cosa sta facendo il ministero per tutelare la salute dei cittadini
“Come pensa il ministero della Salute di tutelare i cittadini, controllando la distribuzione di farmaci nei supermercati?” È la domanda che Enzo Ghigo, senatore di Forza Italia, rivolge al ministro Livia Turco, dopo gli episodi avvenuti presso il centro commerciale di Grugliasco (Torino) che, primo in Piemonte, ha messo in vendita i farmaci senza ricetta nei propri scaffali.
“In soli tre giorni – afferma Ghigo, che sul tema ha presentato una interrogazione parlamentare – si sono verificati due casi gravi: la vendita di un integratore che era stato ritirato dal commercio, e la presenza di confezioni prive della regolamentare fustella. A questo punto – sostiene – si impone un maggiore rigore nei controlli, soprattutto pensando a quando la vendita di farmaci sarà diffusa in molti supermercati. Mi chiedo anche – aggiunge – che ruolo possano effettivamente svolgere i farmacisti dipendenti delle catene commerciali, se non riescono a impedire questi episodi”.
Secondo l’ex governatore del Piemonte, le norme del decreto Bersani che hanno liberalizzato la vendita dei farmaci da banco nei centri commerciali “non hanno realizzato una vera liberalizzazione, perchè consentono la vendita solo nella grande distribuzione”. E nello stesso tempo, rimarca, “rischiano di indurre un maggiore consumo di farmaci, già molto elevato rispetto ad altri Paesi, che può portare aumento di varie patologie, che saranno curate a carico del servizio sanitario”.
“E’ doveroso ridurre il prezzo dei farmaci, che è in effetti più elevato della media europea – conclude – ma c’erano altri metodi, ad esempio trattando con le aziende farmaceutiche, che sono in genere multinazionali e non possono pretendere di vendere in Italia una scatola di pillole al doppio o la triplo di quello che ricavano in Francia. La politica degli ‘sconti obbligati’, già avviata dal governo Berlusconi, andava probabilmente rafforzata”.
Da “il Bisturi.it”.

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