FARMACI MENO EFFICACI PER RISPARMIARE

Carmelo Pedullà, rappresentante della Fimmg per la zona di Roma Prati: «I generici possono contenere fino al 20 per cento di principio attivo in meno e questo succede per legge….  

 I medici di medicina generale del Lazio non ci stanno. Protestano contro una delle delibere regionali che impone loro, per motivi di spesa, di adottare farmaci generici, cioè equivalenti, pena la convocazione davanti alla commissione appropriatezza. Protestano anche contro alcuni vertici regionali di uno dei sindacati (la Fimmg) che, prima, hanno approvato la linea dura dell’assessore Battaglia e, poi, hanno addirittura minacciato di denunciare il consigliere regionale Stefano De Lillo per aver difeso la necessità di poter prescrivere i farmaci più adatti e non solo i più economici. Così ecco che in queste ore stanno arrivando in Regione pacchi di fax di protesta da parte di medici appartenenti a tutti i sindacati. Dice Anna Cuguttu, medico iscritta al Fimmg e firmataria di uno dei fax: «Per ora, per fortuna la delibera è stata congelata perché è arrivato il parere negativo dell’antitrust e anche quello di Franco Caprino, presidente di Ferderfarma. Un altro collega, Carmelo Pedullà, rappresentante della Fimmg per la zona di Roma Prati è ancora più severo: «I generici», spiega, «possono contenere fino al 20 per cento di principio attivo in meno e questo succede per legge. Quando si parla di medicine per il mal di testa passi. Ma cosa succede quando a funzionare meno sono gli anti-ipertensivi gli antidiabetici o gli ipocolesterolemizzanti? I danni non si vedono subito ma a distanza di 10 anni, non sono immediati, ma possono essere catastrofici. Senza pensare che questi principi attivi arrivano da Cina e India». Nella delibera, ricorda ancora la Cuguttu, «c’è una imposizione prescrittiva da parte della regione che non consente ai medici di utilizzare tutto il prontuario farmaceutico che contiene, è bene ricordarlo, medicine che hanno passato il vaglio dell’Aifa, del ministero dell’Economia e del ministero della Sanità e il loro rapporto costo-beneficio è già stato valutato». Per tutti, insomma, il ragionamento è lo stesso: i farmaci originali e più innovativi non sono identici agli equivalenti. «E’ inutile spendere poco a breve termine, se poi bisogna ricoverare di più. Facciamo l’esempio dei farmaci che prevengono l’ulcera. Da quando si devono prescrivere solo i generici ecco gli anziani sono di nuovo in ospedale per emorragie allo stomaco».  Libero del 18/01/2008 , articolo di CHIARA BUONCRISTIANI  ed. Roma  p. 47  

 

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