Sandoz. Inchiesta su medici e informatori. Chi sono i tre siciliani coinvolti

Sandoz. Inchiesta su medici e informatori. Chi sono i tre siciliani coinvolti

MESSINA- Spuntano i nomi dei tre medici siciliani indagati nell’inchiesta dei Nas sulle presunte complicità tra medici e informatori scientifici della Sandoz. Si tratta dell’endocronologo palermitano, Francesco Saverio Indovina, Direttore dell’U.O. di Endocrinologia agli Ospedali Riuniti `Villa Sofia – Cervello” di Palermo, e dei nefrologi messinesi Guido Bellinghieri e Vincenzo Savica.

L’inchiesta, avviata dalle Procure di Bologna e Busto Arsizio, scattata con l’operazione "Do ut des", avrebbe portato alla luce il giro d’affari che intercorreva tra informatori della Sandoz, azienda farmaceutica, e medici operanti negli ospedali pubblici e privati di gran parte d’Italia. 67 professionisti della Sanità e 12 informatori scientifici sono stati indagati. Secondo l’accusa i primi percepivano oltre duemila euro per ogni paziente cui prescrivevano farmaci specifici, in molti casi ormoni in sovradosaggio che venivano assunti da bambini. Oltre al danaro, c’era altro per i compiacenti in camice bianco. Si parla, sulle pagine dell’ordinanza, di stipendi in nero e false attestazioni di partecipazione a congressi a New York, Tokio, Londra, per giustificare le assenze dal reparto.E poi vestiti,computer, viaggi. Tutto questo dietro prescrizione di farmaci costosi, come l’Omnitrope, un ormone della crescita con il principio attivo della Somatropina, e il Binocrit, un farmaco che fa aumentare la produzione di globuli rossi. Entrambi utilizzati come anabolizzanti e considerati sostanze dopanti.

 Ma la Sandoz non appare complice di queste "prescrizioni pericolose". Sapeva ma contestava. Avrebbe, infatti,come risulta dagli atti, avviato provvedimenti disciplinari nei confronti dei suoi informatori scientifici. Alcune lettere inviate a questi ultimi, dimostrano la linea di rigore intrapresa dall’azienda. Ecco, tra tante, quella inviata ad uno dei rappresentanti farmaceutici dalla Sandoz, quella che, per l’accusa, inchioderebbe il professor Indovina. L’endocrinologo avrebbe avuto: "quale corrispettivo dell’inserimento in terapia con Omnitrope di due nuovi pazienti, la provvista per il pagamento delle spese da sostenere per un viaggio e soggiorno a Londra con la moglie per la partecipazione a un convegno (tenutosi tra il 30 novembre e il 2 dicembre 2009). Nonostante il Dott. Indovina non abbia effettivamente partecipato a tale convegno, Lei (unitamente ai suddetti dipendenti di Sandoz) ha altresì fatto in modo che al Dott. Indovina venisse fornito, anche per il tramite dell’Agenzia Ambrosini, un falso attestato di presenza al convegno stesso". Questa lettera, tra tante altre sequestrata dai Nas, è alla base della tesi dell’accusa. Guido Bellinghieri e Vincenzo Savica, entrambi nefrologi, rispettivamente al Policlinico ed al Papardo di Messina, sono accusati , insieme al medico docente all’Università di Napoli, Gaspare De Santo, di avere intascato 18mila euro per organizzare congressi. Somma ottenuta come premio della prescrizione di un farmaco "raccomandato" della Sandoz a 40" pazienti.

Ultima modifica: 22 Ottobre ore 21:57 – di Patrizia Vita 

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