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Farmacologo, strana decisione Aifa su Pufa Omega3

 

"Una decisione strana e immotivata, che non risponde alle regole fondate sull’evidenza scientifica, ma forse piuttosto a un obiettivo di risparmio". Così il farmacologo Gianni Tognoni dell’Istituto Mario Negri Sud critica duramente la non rimborsabilità da parte del Ssn dei medicinali appartenenti alla classe dei Pufa Omega 3, per l’indicazione ‘prevenzione secondaria nel paziente con pregresso infarto del miocardio’.

Una decisione presa dall’Agenzia italiana del farmaco con un comunicato del 28 febbraio scorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in base alla quale restano invece valide le altre indicazioni regolamentate dalla nota 13 (ipertrigliceridemia). "La misura – ricorda Tognoni a Pharmakronos – si basa sui risultati di una metanalisi di autori greci (Rizos et al.), che per altro è stata già criticata a livello internazione, e giudicata fra le meno affidabili.

Mentre non si è tenuto conto dei risultati di due importanti e solidi studi italiani, esaminati e controllati sempre a livello internazionale. In effetti sono state pubblicate, nello stesso periodo, diverse metanalisi che giungono a conclusioni differenti e persino contrastanti, ma non sono state prese in esame".

Secondo il farmacologo, infatti, "la riduzione della mortalità è invece stata dimostrata in modo chiaro dai due studi italiani che hanno ‘superato’ l’analisi di colleghi stranieri.

Dunque sono profondamente stupito per il fatto che una decisione simile sia stata presa ignorando il risultato de una ricerca italiana, anzi mettendo alla pari i due studi Gissi", ai quali lo stesso ricercatore ha contribuito, "con una meta analisi molto discussa a livello internazionale". La metaanalisi di Rizos, infatti, "mette insieme studi profondamente diversi ed eterogenei fra loro e ciò rende impossibile arrivare a conclusioni certe. Una sola metanalisi, oltre tutto, non può essere considerata di per sé una metodologia idonea e sufficiente per determinare il profilo di efficacia di un farmaco e tantomeno per stabilire se esso sia terapeuticamente superato", fa notare Tognoni.

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