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Le farmaceutiche tagliano i ricercatori, sotto quota 6.000

I ricercatori farmaceutici dopo una crescita di quasi 1.000 unità dal 2000 al 2007, nei 3 anni successivi, dall’inizio della crisi fino al 2010, si sono ridotti di 200 unità. Nel 2011 il trend è proseguito e nel 2012 è sceso sotto la soglia delle 6.000 unità. Esemplare il caso Sanofi: il centro di ricerca di Milano, l’unica realtà di R&S per il gruppo in Italia, sarà chiuso e per i 59 addetti ci sarà la cassa integrazione. Complessivamente l’accordo Sanofi prevede la mobilità per oltre 400 persone, tra cui 351 Isf (su un totale di 1.100 di tutto il gruppo in Italia). I primi a tagliare in ricerca in Italia sono stati GlaxoSmithKline e Merck Sharp & Dohme, poi 3 anni fa anche il centro ricerche Msd di Pomezia (Irbm), 170 addetti, ha chiuso i battenti. Anche Sigma-Tau ha dato il via ad una ristrutturazione dei costi con impatto significativo sulle attività di ricerca. Il gruppo, che già aveva chiuso i centri di ricerca Prassis a Settimo Milanese e Tecnogen di Caserta, ha ottenuto la Cigs per circa 400 dipendenti Sigma-Tau di Pomezia: i lavoratori hanno approvato l’accordo con il 69,8% dei voti favorevoli e le rsu hanno revocato lo sciopero e sospeso lo stato di agitazione. Entro ottobre si discuterà il nuovo piano industriale.

 

(Il Sole 24 Ore Pag.26 – 03/03/2012)  

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