Madre contro Bianchi per le ‘bombe’ prescritte al figlio

Madre contro Bianchi per le ‘bombe’ prescritte al figlio

Rimini, 10 giugno 2011 – SU 70 pazienti assuntori di Omnitrope, 38 sono ‘dello psicopatico di Rimini’ diceva l’informatrice di farmaci Sandoz, Daniela Merlanti riferendosi naturalmente al dottor Vittorio Bianchi che a volte chiamava anche con il diminutivo di Psyco. Sempre la stessa giovane marchigiana con i grandi acquisti di sostanze anabolizzanti del medico sportivo finito nel ciclone aveva fatto lauti guadagni, in una sola occasione raccontava di aver avuto un premio di 7mila euro. Coraducci, capoarea della Sandoz, assicurava che le quantità di GH, cioè Gonasi Hp che Bianchi somministrava ai suoi pazienti erano superiori rispetto ai pazienti affetti da patologie.

Insomma erano ottimi gli affari che il medico sportivo riminese faceva fare ai fornitori di farmaci dopanti per una miriade di sportivi professionisti e dilettanti che seguiva. Tanto che secondo i Nas in diverse occasioni avrebbe eseguito delle false consulenze sugli ormoni della crescita in cambio delle quali la Sandoz gli elargiva alcune migliaia di euro, in una sola occasione erano stati 4mila.

L’INCHIESTA ‘Anabolandia’ che si è conclusa con le ordinaze di costodia cautelare agli arresti domiciliari per Bianchi e i tre dipendenti della Sandoz era partita da due diversi spunti che portavano a Bianchi. La prima è una lettera anonima di una mamma riminese che nel dicembre del 2008 aveva inviato una lettera all’Ordine dei Medici di Rimini. La mamma disperata segnalava che il proprio figlio, sano e normale, al solo fine di aumentare la sua struttura muscolare, assumeva Nandrolone, Oxandrolone e Stanozololo, tutte sostanze ormonali prescritte dal dottor Bianchi.
Pochi mesi prima in una farmacia di Forlì che era sotto inchiesta e dove era stata installata una telecamera dai Nas, più di un acquirente che aveva a che fa con l’agonismo, era andato a comprare farmaci dopanti prescritti dal dottor Vittorio Bianchi.

ORA il medico sessantunenne riminese già finito nel mirino di Striscia la Notizia si trova agli arresti domiciliari e può comunicare solo con i suoi difensori, Pierpaolo Piccinini e Antonio Zavoli. Lunedì 13 è fissato l’interrogatorio di garanzia per lui e per gli altri coinvolti nell’inchiesta che vede imputati di associazione a delinquere finalizzata alla prescrizione dei farmaci n

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