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Mea culpa di Novartis in Giappone

 

In altre giurisdizioni, quando si è sotto inchiesta penale, è meglio non fare mea culpa. Ma in Giappone, quando uno scandalo finisce in risvolti giudiziari, qualcuno si assume la responsabilità e vengono promessi comportamenti più scrupolosi, anche perché così in genere si evitano sanzioni più pesanti.

Novartis ha azzerato il top management in Giappone: il capo della divisione farmaceutica David Epstein si è scusato e ha ammesso la necessità di evitare commistioni tra ricerca clinica e operazioni commerciali. Un report indipendente ha riscontrato che alcuni dipendenti avevano nascosto gli effetti collaterali su alcuni pazienti di un trattamento. Il vero problema è che a gennaio lo stesso ministero della Sanità di Tokyo aveva denunciato il gruppo elvetico per alterazioni nei risultati di ricerche cliniche.

A febbraio la sede centrale di Tokyo è stata perquisita, poco prima che fioccassero problemi anche in Italia per presunti comportamenti collusivi. Ma da noi il caso riguarda le relazioni con la partecipata Roche, più che quelli tra staff e medici o ricercatori clinici. (S.Car)

04-04-2014 – Il Sole24ORE

 

Coup de balai chez Novartis

Le géant pharmaceutique a renvoyé hier trois hauts dirigeants de sa filiale au Japon par des étrangers après une s&ea

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