Menarini: Regione Toscana incontra i sindacati dopo annuncio esuberi (2)

Menarini: Regione Toscana incontra i sindacati dopo annuncio esuberi (2)

(Adnkronos) – Nell’incontro con l’azienda fissato per venerdi’ 19 ottobre, l’assessore Simoncini ha annunciato che per prima cosa chiedera’ il blocco di ogni atto che riguardi l’occupazione, e la riapertura della discussione. "E’ necessario capire quali sono realmente le conseguenze del decreto – ha chiarito Simoncini – e qual e’ la vera situazione della Menarini a medio e lungo periodo. Quali che siano le ricadute, noi siamo per il mantenimento dell’attivita’ produttiva in Toscana e in tutto il Paese. La farmaceutica deve essere uno dei settori qualificanti del manifatturiero, una presenza all’altezza della qualita’ delle competenze da sempre sul nostro territorio".

La Menarini ha 3.600 dipendenti sul territorio nazionale, in Toscana, Lombardia, Lazio, Abruzzo: il 40% impegnati nella produzione, il 60% impiegati e informatori scientifici.

"L’azienda ha fatto due affermazioni molto gravi – hanno detto i rappresentanti sindacali – Prima di tutto, ha attribuito tutte le responsabilita’ al decreto sui generici. Ma, ancora piu’ grave, ha affermato che intendono chiudere la produzione in Italia e portarla all’estero".

Menarini: Albanese (Ugl), bene l’azione della Regione Toscana

Firenze, 16 ott. – (Adnkronos) – "Riteniamo positivo l’impegno dell’assessore alle Attivita’ produttive, lavoro e formazione della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, per promuovere una soluzione positiva della vertenza Menarini e per ottenere, come chiesto dai sindacati, anche l’intervento delle istituzioni nazionali nell’ambito del tavolo sulla Farmaceutica aperto presso il ministero dello Sviluppo Economico". Lo ha dichiarato Taddeo Albanese, segretario regionale dell’Ugl Toscana, al termine dell’incontro di oggi con l’assessore Simoncini, evidenziando come "e’ inaccettabile l’annuncio di 1000 esuberi da parte dell’azienda motivati dalle norme del decreto sulla spending review che prescrivono al medico curante di indicare sulla ricetta il principio attivo al posto del nome commerciale del farmaco".

"A distanza di due mesi dall’entrata in vigore di queste prescrizioni, una scelta cosi’ drastica ci sembra una provocazione dannosa per i lavoratori e per il futuro dell’azienda. Per questo – conclude Albanese -, chiediamo ai vertici Menarini di invertire la rotta e di avviare un vero dialogo con i sindacati, e alle istituzioni di fare la propria parte per salvaguardare l’occupazione di una delle piu’ importanti aziende farmaceutiche italiane".

 

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