Archivio Storico

Occupazione: ecco dove puntare nel 2012

L’Osservatorio Excelsior di Unioncamere ha reso nota l’analisi dei fabbisogni occupazionali e le proiezioni sui comparti trainanti per il 2012.

Dai dati, anticipati oggi sul Sole24Ore, è evidente che l’anno appena iniziato si profila difficile come e forse più di quello che ci siamo lasciati alle spalle. Del resto il centro studi di Confindustria aveva già stimato una perdita secca di oltre 200 mila posti di lavoro per il 2012, con una disoccupazione che per le fasce giovanili arriverà a sfiorare il 30%.

 In un contesto del genere, è evidente che occorre fare ancora più attenzione ai comparti che invece mostrano una maggiore resistenza e ai settori più performanti che, per fortuna, non mancano.

 A partire dall’industria chimica e farmaceutica, che si conferma un’isola felice sotto il profilo dell’occupazione di qualità (non solo per i chimici naturalmente, ma anche per ingegneri, biologi e periti). Si profila stabile il 60% dei posti creati negli ultimi mesi nelle oltre 6.000 aziende del settore, delle quali il 42% prevede di fare ricorso a nuove assunzioni nel prossimo anno. Particolarmente buono è l’andamento del settore beauty e cosmesi, che ha chiuso il 2011 con un fatturato in crescita ed un incremento dei livelli occupazionali di circa il 6%.

 Per il resto, il settore primario dell’industria non pare offrire molti sbocchi ulteriori.

 Molti spazi si apriranno però nel terziario, in particolare nel settore alimentare e nel turismo, che è quello che ha registrato in valori assoluti il maggior numero di nuovi occupati nel corso del 2011 (166 mila). Nonostante la crisi dei consumi tiene bene anche il retail. In programma ci sono 1.152 aperture di nuovi negozi nel corso del 2012, che daranno vita ad oltre 3mila nuove assunzioni, soprattutto tra i giovani.

Commessi, cuochi e camerieri quindi dovrebbero avere vita facile, sempre che siano però all’altezza delle caratteristiche che sempre più spesso vengono richieste per questo genere di mansioni un tempo considerate poco qualificate: la conoscenza delle lingue (russo e cinese in particolare, per gli aspiranti lavoratori nei punti vendita di alta categoria) o delle nuove tecnologie per chi ambisce a lavorare nei negozi di elettronica. Per l’alimentare crescerà la richiesta di personale qualificato nell’utilizzo di macchinari specifici come quelli usati nella produzione del vino o dei formaggi.

 In costante ascesa è anche il settore sanitario e della cura della persona, che per il 2012 si conferma un importante bacino occupazionale.

 Infine,

Articoli correlati

Back to top button