Operazione “Conquibus”. Parma: interrogatorio di garanzia. Gli ISF si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Operazione “Conquibus”. Parma: interrogatorio di garanzia. Gli ISF si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Si sono svolti in Procura gli interrogatori di garanzia di medici e informatori farmaceutici indagati nell’inchiesta Conquibus coordinata dal magistrato Emanuela Podda. Davanti al giudice per le indagini preliminari, Mattia Fiorentini, si sono presentati i principali indagati: Franco Aversa, Patrizia Gagliardini, Antonio Mutti, Nicola Giuliani e Luisa Craviotto. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Agli avvocati difensore occorre tempo per studiare le oltre 800 pagine dell’ordinanza. Soltanto l’imprenditrice Gagliardini, organizzatrice di eventi scientifico informativi per l’azienda Csc di Perugia, ha rilasciato dichiarazioni spontanee.

Il primo ad arrivare in tribunale attorno alle 9.30 è stato Aversa, vertice, secondo l’accusa, dell’organizzazione e dirigente del reparto di Ematologia del Maggiore di Parma, ora ai domiciliari. Ultima proprio l’imprenditrice umbra che ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee al Gip. Sono rimasti in silenzio invece i medici parmigiani Antonio Mutti, Nicola Giuliani e Lusia Craviotto oltre ai sei rappresentanti della case farmaceutiche raggiunti da provvedimenti di sospensione dall’attività.

I cinque informatori medici, che si sono presentati oggi dal Gip, non hanno parlato. I loro legali hanno fatto sapere che ci vuole tempo per preparare una risposta, vista la mola dell’ordinanza di custodia cautelare: sono più di 800 pagine. In tarda mattinata si è presentata dal Gip anche Paola Gagliardini, l’amministratrice delegata della Csc servizi congressuali di Perugia, agli arresti domiciliari. La donna è stata ricevuta dal Gip e ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee: secondo le prime indiscrezioni avrebbe rigettato tutte le accuse nei suoi confronti.

Fonti: R.it ParmaGazzetta di ParmaParmaToday

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Nota: alcuni organi di stampa parlano di 6 ISF, altri 5. A quanto risulta nell’elenco ufficiale degli ISF dell’Emilia-Romagna risultano registrati 3 ISF, di cui una è falsa, è una A.M.

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