Orario medici, Europa porta Italia a corte Ue. Reginato (Fems): sanzione inevitabile

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La carenza di farmaci nelle farmacie di Napoli impoverisce l’immagine della farmacia agli occhi del paziente e rende scadente il servizio farmaceutico. Lo ribadisce Michele Di Iorio presidente Federfarma Napoli che da diverso tempo denuncia il fenomeno, non solo nella città ma in tutta Italia: «Non c’è niente di più crudele e di disumano per un titolare dire al paziente "non ho il farmaco e non so quando mi arriva"». Ma è quanto accade da tempo nelle farmacie campane che, si apprende dalla stampa locale, «per sopperire all’insufficiente approvvigionamento di farmaci si prova a diversificare pur di non intaccare troppo guadagni e standard economici». Ma queste sono «valutazioni etiche» commenta Di Iorio che aggiunge: «Sono mesi che combatto contro l’esportazione di farmaci contingentati, la questione è stata posta negli ultimi tre Consigli di presidenza di Federfarma nazionale e sarà posta anche in quello che si terrà oggi, dal momento che il presidente nazionale ci ha chiesto di monitorare e di aggiornare costantemente sulla situazione. Federfarma nazionale si è già interfacciata con Aifa e con Adf in vari incontri ma senza trovare una soluzione. C’è attenzione al problema» prosegue Di Iorio «ma anche molta confusione». Secondo Di Iorio andrebbero fatte «valutazioni legislative, perché la soluzione deve essere di tipo normativo». E ha, infatti, aperto una corrispondenza con il ministro della Salute Lorenzin: «All’indomani della sua nomina ho inviato una lettera per portare alla sua attenzione il problema dell’export parallelo e delle ricadute sul servizio farmaceutico ma anche della "caccia al tesoro" a cui sono costretti talvolta i pazienti». E conclude: «Già le ditte mandano meno farmaci sul territorio, poi ci sono i grossisti e colleghi farmacisti con una storia di esportazione in quanto titolari di strumenti idonei per poterlo fare, a questi si aggiungono altri colleghi che possono comunque vendere farmaci anche agli esportatori con, a mio avviso, dubbi margini di guadagno. Tutto questo» denuncia Di Iorio «sta provocando un inutile drenaggio di prodotti dal territorio e sta denaturando la farmacia della sua natura di servizio».

Simona Zazzetta – 19 giugno 2013 – Farmacista33

 

 

 

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