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Pitruzzella: “Per aziende farmaco necessaria la prevedibilità dei comportamenti antitrust”

Roma, 2 febbraio –  Conoscere linee di indirizzo e regole dei comportamenti antitrust è un elemento fondamentale per il settore delle aziende farmaceutiche: è importante, cioè,  “tracciare quanto più possibile elementi di prevedibilità, dal momento che per le imprese è prioritario un contesto di stabilità delle regole e di prevedibilità delle conseguenze giuridiche dei comportamenti”.

Ad affermarlo, riferisce una nota Ansa, è stato ieri il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella (nella foto a destra) intervenendo a Roma al convegno Risultati immagini per giovanni pitruzzella“Antitrust e industria farmaceutica: dialogo sulle nuove sfide della competitività”.

Nel settore del farmaco, ha osservato Pitruzzella, “c’è una tensione ineliminabile tra tutela della concorrenza e diritti della proprietà intellettuale, ma il problema centrale è appunto come tenere insieme proprietà intellettuale, monopolio legale e, dall’altro lato, la tutela della concorrenza. Questo è un problema che va affrontato considerando la prevedibilità dei comportamenti antitrust”.

 Il sistema pubblico infatti, ha affermato il presidente Agcm, “non deve dare spazio a primazie ma deve essere un sistema unitario, assicurando la certezza delle regole”.

Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, ha ribadito come per il Pharma la qualità della regolazione sia uno dei fattori competitivi più importanti. Per tracciare politiche favorevoli agli investimenti, dunque, “la prima necessità è quella della stabilità e certezza del quadro regolatorio”, per raggiungere la quale è decisivo “un dialogo aperto e costante tra istituzioni, pubblica amministrazione e imprese del farmaco, nel pieno rispetto dei ruoli”.
Per Scaccabarozzi, serve dunque un quadro di regole chiaro e stabile, un nuovo sistema di governance  “che soddisfi tutte le componenti della filiera, Regioni comprese, sempre sul piede di guerra per la necessità di far quadrare i bilanci”.  Bisogna puntare soprattutto su nuovi strumenti contrattuali – ha sostenuto in buona  sostanza il presidente di Farmindustria – per la condivisione del rischio tra lo Stato che compra e le industrie che vendono, dal momento che i vecchi sistemi di contrattazione non sono in grado di individuare risposte adeguate ai problemi sollevati dall’irruzione sul mercato dei nuovi farmaci innovativi ad alto costo, che rischiano di far saltare il banco dei conti.

Al tema della rimborsabilità degli innovativi ha riservato qualche considerazione il DG di Aifa Mario Melazzini, sostenendo la necessità di sviluppare sempre di più  lo strumento dei managed entry agreements, le forme di contrattazione che vanno dal payment by result al cost sharing e risk sharing. Per Melazzini, però, vanno soprattutto utilizzati di più e meglio i registri di monitoraggio: “Secondo me sono efficacissimi, perché permettono l’appropriatezza e anche un riscontro sull’effettivo consumo” ha detto il DG Aifa.

Risultati immagini per Mario Melazzini aifaAltra partita fondamentale è la determinazione dei requisiti dell’innovatività, che devono essere individuati e fissati entro marzo, come previsto dalla Legge di stabilità. che assegna due fondi da 500 milioni di euro per questi prodotti e per gli oncologici.

“Sicuramente la scadenza sarà rispettata perché la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa sta facendo un ottimo lavoro” ha garantito Melazzini, dando così quella che è a tutti gli effetti una notizia  e dicendosi sicuro che i nuovi requisiti risponderanno a criteri oggettivi e permetteranno di rendere  sempre più efficiente  ed efficace l’impiego dei farmaci innovativi.

Melazzini ha anche voluto ricordare che l’Aifa è “l’Autorità regolatoria che riesce a trattare i prezzi più bassi in assoluto ed è questo uno dei nostri obiettivi, ma noi chiamiamo tutti i responsabili dell’industria a una grande responsabilità sociale.Il nostro servizio sanitario nazionale” ha aggiunto il DG dell’agenzia regolatoria naizonale  “dispone di 113 miliardi. Abbiamo quasi 30 miliardi di spesa farmaceutica con una rimborsabilità del 78%. Questo vuol dire offrire a tutti tutto quello che c’è e di cui hanno bisogno”.
Tuttavia, ha sottolineato, “c’è una questione di tempi e dobbiamo affrontarla: da quando ammettiamo un farmaco a quando quel farmaco arriva al paziente siamo ancora troppo lenti. Dunque, dobbiamo velocizzare il processo, dare efficienza, perché dietro un farmaco atteso c’è un paziente che aspetta. Questo è il nostro obiettivo”.

Oggi, ha aggiunto Melazzini, “grazie al ministro Lorenzin che ha istituito il Fondo per i farmaci innovativi abbiamo una grande opportunità; dobbiamo però stabilire cosa è veramente innovativo e dobbiamo farlo secondo parametri certi”.

Un ultimo appello, poi, alle Regioni: “Devono essere nostri partner perchè in ogni territorio ogni cittadino possa beneficiare in modo uniforme dei nuovi farmaci in arrivo. La disomogeneità con cui le grandi iniziative in tema di salute vengono infatti applicate nelle varie realtà locali – ha concluso il direttore generale dell’Aifa – penalizza il valore della sanità italiana, che è tra le migliori al mondo”.

RIFday febbraio 02, 2017 – RIFday

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Redazione Fedaiisf

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