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Roma / Farmaci: detti prima “generici” poi “equivalenti”, ora “uguali” assicurano l’efficacia terapeutica

domenica 19 maggio 2013 di Domenico Esposito

ROMA – Salute e Benessere, rubrica della testata, fin dallo scorso anno, correva il giorno 27 maggio, si è occupata dei farmaci generici, o equivalenti, con l’approfondimento intitolato “Fa lo stesso, agisce allo stesso modo: tema della campagna sui farmaci equivalenti”, letto da 635 internauti. La premessa si riferiva alla seconda campagna di comunicazione, promossa dall’associazione dei produttori italiani del settore, AssoGenerici, patrocinata dall’Agenzia Italiana del Farmaco, con sede in via del Tritone nr. 181- 00187 Roma – tel. 065978401, e con il contributo delle aziende associate ABC Farmaceutici, Actavis, Almus, Aurobindo Pharma, DOC Generici, EG, Mylan, Pensa Pharma, Dr Reddy’s, Sandoz e Teva.

Fu anche opportuno l’intervento del presidente dell’AssoGenerici, con l’intento di spiegare: “Oggi più che mai, in un momento di grande attenzione delle Istituzioni nei confronti del farmaco generico-equivalente in seguito al DL Liberalizzazioni, siamo felici di poter dare un contributo di informazione sul settore. Ci auguriamo che questo possa accelerare quel percorso culturale di diffusione di un nuovo atteggiamento nei confronti del farmaco generico da parte degli operatori sanitari e dei cittadini nella consapevolezza che il ricorso all’equivalente può rappresentare uno strumento fondamentale per la razionalizzazione della spesa farmaceutica italiana, a vantaggio dell’innovazione.

Obiettivo della campagna – concluse – è far sì che anche l’Italia raggiunga lo stesso livello di ricorso al farmaco equivalente che si registra nel resto d’Europa, superando barriere culturali che non hanno più alcuna ragion d’esistere. Anche quest’anno un grande ringraziamento va all’Aifa, l’Agenzia italiana del Farmaco, da sempre prezioso alleato nella diffusione di una corretta cultura del farmaco’’.
A voler sottilizzare, occorre tenere presente che nel 1995 il Legislatore italiano tradusse il termine inglese “generic” in generico. Trascorso un decennio, nel 2005, i documenti adottarono il termine “equivalente”. A tutto vantaggio della chiarezza e non ultimo della trasparenza, ove si consideri che la locuzione “generico”, si legge ancora in una nota… storica, “suggerisce l’idea di un farmaco non specifico, ad azione generica, cosa che non corrisponde alla realtà. Il termine ‘equivalente’-invece- rimanda all’idea di un farmaco esattamente equivalente per qualità e quantità – appunto – al farmaco di riferimento”.
A distanza di altri otto anni, si è aggiunto – e chi scrive ha esperienza diretta e comprovabile, grazie alla cortese disponibilità di un farmacista di ottime… vedute – il termine “uguale”. E la divulgazione è merito di quei giornalisti della carta stampata desiderosi di fare giornalismo investigativo e non blogger.

Dunque, un farmaco è uguale

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