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Sempre più informatori in mobilità. Metà farmacisti

«Migliaia di farmacisti stanno perdendo il lavoro ma è un dramma che si consuma nella totale indifferenza» comincia così la lettera aperta inviata da Carlo Ranaudo, docente di Analisi di Mercato presso la facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, per sollevare il problema dei laureati in farmacia che fanno gli informatori scientifici del farmaco e che con sempre maggiore frequenza rimangono senza lavoro. «Sigma Tau chiude la linea Primary care, che significa che non è più strategico per l’azienda visitare i Medici di medicina generale. Pertanto tutti gli informatori possono andare a casa, oltre 400 persone» continua Ranaudo. Ma la lista delle aziende coinvolte continua «Pfizer per l’ennesima volta in pochi anni annuncia una nuova riorganizzazione. Il medico di base non serve dunque tutta la primary care. Oltre 190 persone vanno a casa». E poi ancora «nel 2011 e nel 2012 a Gsk , Msd, Bms, Takeda, Sanofi, Roche ma la lista è talmente lunga che si fa più presto a individuare chi non c’è». Un quadro talmente grave che porta Ranaudo a parlare di «guerra. Circa il 50% di questi informatori sono farmacisti. L’industria negli anni passati ha garantito i livelli occupazionali alla categoria proprio con le assunzioni di tanti e soprattutto tante colleghe. Ora tutti questi farmacisti che cosa faranno?» si domanda l’esperto. «In questo silenzio assordante nessuno ne parla. La guerra continua ogni giorno. Ed è una guerra dall’esito scontato» conclude amaramente Ranaudo. «Avere gli informatori soprattutto per visitare i medici di base ormai non serve più a nessuno. Inutile zavorra. Perciò tutti in mobilità».

14 maggio 2013 – Farmacista33

 

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