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Sondaggio lobbying: IT e Telecomunicazioni al 4° posto per influenza

Mappamondo – Chi sono i lobbisti? Come operano? Come vengono percepiti? Come le aziende italiane fanno lobbying e come si organizzano per svolgere questa attività? Quali sono i settori più attivi?

Sono alcune delle domande cui prova a rispondere una ricerca realizzata da Public Affairs Advisors, società di consulenza, partecipata dal Gruppo Value Relations e specializzata nelle attività di lobbying, e dalla società di indagini demoscopiche Acqua Market Research, che ha intervistato circa 200 manager di grandi aziende italiane (tra amministratori delegati, direttori generali, responsabili affari istituzionali). I risultati della ricerca contribuiscono a illuminare i contorni di un ormai vasto mondo professionale che gradualmente sta “uscendo allo scoperto”, per proporre servizi studiati sulla base delle esigenze di aziende, associazioni o gruppi di interesse che necessitano di dialogare correttamente con la politica, le istituzioni e con i loro stakeholder.

Dalla ricerca emerge una nuova figura di lobbista, un professionista italiano ma di stampo anglosassone che finalmente pare liberarsi del retaggio storico di un’immagine poco cristallina, cucitagli addosso anche dai mezzi d’informazione”, afferma Giovanni Galgano, amministratore delegato di Public Affairs Advisors, che aggiunge “Chi opera oggi nelle relazioni istituzionali svolge un’attività trasparente, di elevata qualità, di cui le aziende hanno sempre più bisogno e che richiedono al mercato. Nel nostro paese esistono settori storicamente più inclini a svolgere questa attività come quelli della Sanità, della Farmaceutica e dell’Energia. Ma altri comparti si stanno organizzando in modo sempre più strutturato come quelli dei Servizi Finanziari, della Difesa ed Aerospazio, dell’IT e Telecomunicazioni”.

IDENTIKIT del LOBBISTA

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