Talidomide, Lav: Da Giovanardi affermazioni al limite dell’assurdo

Talidomide, Lav: Da Giovanardi affermazioni al limite dell’assurdo

 

Roma – 7 set (Prima Pagina News) “Carlo Giovanardi, già tristemente noto perché alfiere del no ai cambiamenti sulla vivisezione e alla chiusura di Green Hill previsti dall’articolo 14 del Disegno di Legge Comunitaria 2011, persevera nel sostenere le assurdità scientifiche legate al modello animale e si avventura in affermazioni false e infondate”. L’attacco arriva da una nota della Lav, che prosegue: “Infatti il Senatore, in merito al caso del Talidomide tornato alla ribalta negli ultimi giorni viste le scuse dopo 50 anni di silenzio alle vittime del farmaco, afferma ‘Furono le donne incinta a fare da cavia: se la sperimentazione fosse stata fatta sugli animali si sarebbero evitate drammatiche conseguenze per migliaia di persone’. E’ un terribile esempio da tenere ben in mente nel momento in cui alcune associazioni hanno lanciato una campagna per abrogare l’obbligo della sperimentazione scientifica sugli animali prima di mettere in commercio i farmaci”.

“Tali frasi sono assolutamente prive di fondamento ed è paradossale come un esponente politico rilasci citazioni così palesemente soggettive e tendenziose", afferma Michela Kuan, biologa, responsabile Lav Vivisezione. Il Talidomide venne messo in commercio in quasi 50 Paesi tra gli anni Cinquanta e Sessanta per la cura di malessere e nausea dovute a gravidanza, provocando migliaia di vittime le cui foto ancora oggi fanno rabbrividire: 20mila bambini nati con malformazioni, di cui molti non riuscirono a sopravvivere “Giovanardi, quindi, sfrutta le dovute implicazioni etiche legate a questa tragica pagina di storia dei diritti umani per giustificare inesistenti e deboli argomentazioni a favore della vivisezione, diffondendo un’informazione scorretta e difendendo la sperimentazione preclinica che già miete milioni di vittime animali e umane, avendo il coraggio di asservire la lobby farmaceutica persino in questo caso di palese torto – prosegue la nota – Inoltre, la prima registrazione di focomelia causata dal talidomide risale al 25 dicembre 1956, ma nel 1957 il farmaco fu comunque messo trionfalmente in commercio. Seguirono altri casi di nati focomelici a cui seguirono nuove sperimentazioni sugli animali. I test eseguiti dai ricercatori cercavano negli animali la prova di ciò che già era noto nell’uomo, ma nessuna delle specie trattate il laboratorio con il talidomide produsse feti focomelici. Un massacro di moltissimi animali che non servì a nulla e ritardò il ritiro del pericoloso farmaco dal mercato. L’assunzione del Dr.Lenz, basata su un riscontro epidemiologico con centinaia di casi focomelici, fu ignorata per ben cinque anni e gli studi sugli animali svolsero un ruolo cruciale nell’ampliare questa tragedia. Il Talidomide non è l’unico esempio di gravi errori nello studio di farmaci da somministrare durante la gestazione, ma solo la punta dell’iceberg che nasconde le numerose pubblicazioni scientifiche che dimostrano la non trasferibilità dei dati dall’animale all’uomo; persino nei primati, i più vicini geneticamente, addirittura la permeabilità placentale è totalmente diversa”.

“E’ vergognoso che non venga riportata l’oggettiva storicità di quello che è successo, arrivando addirittura ad affermare il contrario – conclude Michela Kuan – E’ indispensabile una corretta e completa informazione, diffondendo ai cittadini, troppo spesso vittime di informazioni ingannevoli e di parte, la verità

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