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Treviso. Ospedale, farmaci da casa per i degenti

La denuncia dei medici di base: i familiari vengono invitati a portarli in corsia, ricorrendo alla ricetta. L’Usl: segnalate i casi

di Valentina Calzavara – 13 dicembre 2016 – la tribuna di Treviso

Pazienti ricoverati all’ospedale Ca’ Foncello e familiari invitati dal personale sanitario a rivolgersi al medico di base per la prescrizione di medicinali destinati al degente. Negli ultimi mesi c’è stato un susseguirsi di casi, tanto che la Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale di Treviso, ha deciso di segnalare la cattiva prassi alla direzione strategica dell’Usl 9, chiedendo di porvi rimedio. Istanza che l’azienda sanitaria ha accolto, invitando i cittadini a comunicare eventuali anomalie.

Il problema portato alla luce dalla Fimmg si trascinerebbe da tempo. «Più volte si sono verificate situazioni in cui i parenti dei nostri assistiti, ancora degenti in ospedale, vengono in ambulatorio per farsi prescrivere medicinali e presidi. Questo non dovrebbe succedere», denuncia Brunello Gorini, segretario della Fimmg del capoluogo. «Accade che i familiari del Risultati immagini per ospedale Ca’ Foncelloricoverato si rivolgano noi, su indicazione del medico, della caposala o dell’infermiere chiedendoci di fare la ricetta per andare ad acquistare il medicinale in farmacia. Questo non è il modo giusto di procedere. Per legge il medico di famiglia non può prescrivere durante il ricovero, correndo il rischio di interferire con la cura che l’ospedale sta somministrando».

L’ennesimo caso risale a ieri mattina e riguarda la richiesta di un ausilio per un assistito con difficoltà di deambulazione. Procedure scorrette che arrecano disagio alle famiglie, indirizzate all’ambulatorio del condotto, perdendo tempo invano. Da non tralasciare è anche il risvolto economico. «Il farmaco in ospedale è soggetto ad asta e costa di meno che in farmacia, conviene che lo dia l’Usl. Noi abbiamo deciso di portare alla luce la questione e abbiamo ricevuto attenzione e comprensione da parte dell’azienda sanitaria», conclude Gorini.

Il problema è stato recentemente sollevato dalla Fimmg durante un comitato aziendale e ora la direzione strategica dell’Usl 9 invita l’utenza a segnalare i casi in cui dal reparto i familiari vengano indirizzati verso il curante per la prescrizione di farmaci. Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl di Marca, chiarisce qual è la procedura corretta: «All’inizio del ricovero viene chiesto ai pazienti di portare da casa tutti farmaci che adoperano per vedere quelli che usano. A quel punto se ci sono dei medicinali che non sono presenti nel nostro prontuario, si provvede a reperire degli equivalenti con lo stesso principio attivo. Nel caso in cui il farmaco non sia presente, su richiesta del medico di reparto, la nostra farmacia ospedaliera si occupa di recuperarlo», evidenzia il numero uno della sanità trevigiana, «qualche volta sfugge che si dica ai parenti di andare dal curante per una prescrizione, se ciò avviene l’invito è di segnalarlo alla direzione. Una volta che siamo stati informati ci adopereremo per reperire quello di cui c’è bisogno per il paziente ricoverato».

Redazione Fedaisf

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