Truffe Menarini, “Estendere legislazione confisca beni mafiosi”, la proposta di perUnaltracittà

Truffe Menarini, “Estendere legislazione confisca beni mafiosi”, la proposta di perUnaltracittà

Sui farmaci generici serve onesta intellettuale. Destinare alla ricerca e sviluppo i fondi occultati. Truffa Menarini, Ornella De Zordo: “I lavoratori vanno difesi. Estendere legislazione confisca beni mafiosi”. Nicoletta Dentico (OIGS): “Crisi strumentale, Menarini ha già guadagnato abbondantemente dai brevetti scaduti”

“La normativa che prevede la confisca dei beni mafiosi va estesa alle aziende gestite da imprenditori senza scrupoli che fanno profitti enormi grazie a truffe, bancarotte, riciclaggio, cattiva gestione dei fondi pubblici statali ed europei”, lo ha detto Ornella De Zordo di perUnaltracittà commentando il rinvio a giudizio della famiglia Aleotti per una maxi truffa, ai danni dello Stato e dei consumatori, e per riciclaggio. “Tutte le grandi imprese che in cambio di una sostanziale impunità mettono in pratica il ricatto occupazionale devono essere trattate come un bene comune da sottrarre allo speculatore di turno e da destinare ad una gestione coordinata tra pubblico e cooperative di lavoratori. Servono ovviamente forme giuridiche innovative, da sperimentare ma che ho la netta impressione possano dare risultati migliori sul mercato e garantire allo stesso tempo i diritti costituzionali al lavoro e ad una proprietà privata che svolga una ‘funzione sociale’ e che può essere ‘espropriata per motivi d’interesse generale’ se tradisce tale funzione”.

GLI IMPRENDITORI VORACI VANNO FERMATI: MENARINI, EX-ISI, DE TOMASO E ILVA GLI ESEMPI – “La casistica che vede grandi imprese al centro di speculazioni da parte della proprietà è davvero impressionante”, ha continuato De Zordo. “Basti pensare a quegli imprenditori voraci che hanno accumulato risorse incredibili sulle spalle dei cittadini e dei lavoratori. Per restare in Toscana oltre alla già citata Menarini di Firenze, penso all’ex Isi Elettrolux di Scandicci, alla De Tomaso di Livorno, oppure alla dissennata e pericolosa gestione dell’Ilva di Taranto da parte della famiglia Riva. La legislazione antimafia sui beni confiscati appare essere quindi un buon modello per fermare gli imprenditori privi di scrupolo che speculano sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori”.

PERCHÉ’ POLITICA E ISTITUZIONI CREDONO ACRITICAMENTE ALLA VERSIONE DI ALEOTTI? – “Con il rinvio a giudizio della famiglia Aleotti – continua De Zordo – appare chiaro a tutti ciò che nei giorni scorsi nessuna forza politica e nessun amministratore coinvolto nella vicenda ha visto o voluto vedere. Il ricatto occupazionale, la minaccia dei mille licenziamenti se non viene ritirata dal governo la riforma Balduzzi sui farmaci generici era e rimane una minaccia strumentale da parte della proprietà e della dirigenza Menarini, tesa a ricattare – sarebbe interessante capire in cambio di cosa – forze politiche e amministrazioni che subito si sono sc

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