Un codice etico per lobby trasparenti

Un codice etico per lobby trasparenti

  Il convegno di Public Affairs Association (PAA) è stata l’occasione per aprire la discussione sulle regole comuni e sui criteri per la regolamentazione del settore e per definire un codice etico di comportamento e creare una lobby onesta e trasparente in sanità. "Le lobby sono sempre esistite in Italia e sempre esisteranno – ha detto Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari sociali della Camera – ma non sono mai state veramente accettate, anche perché alcune hanno agito bene, altre, devo dire, male. Ma la politica ha sfruttato quello che di positivo c’è stato nella loro attività. Se questa associazione sarà in grado di promuovere i principi di onestà e trasparenza, il suo lavoro rappresenterà un passo avanti notevole.  Nel testo del codice etico della PAA si invita ad astenersi dall’offrire incentivi, di natura economica o diversa, che possano costituire un’influenza indebita sulle istituzioni pubbliche, a non indurre funzionari delle istituzioni pubbliche a contravvenire alle disposizioni e alle norme di comportamento a essi applicabili e ancora a evitare qualsiasi conflitto professionale di interessi, a renderlo pubblico quando si verifica e ad agire rapidamente per risolverlo. "Ben venga, la definizione di un codice di comportamento basato su valori etici, regole e criteri condivisi, capace di spingere i rapporti tra i vari livelli delle Istituzioni e il settore privato della sanità in un’area di trasparenza, come condizione imprescindibile per creare una nuova cultura delle relazioni istituzionali" ha dichiarato il Sen. Luigi D’Ambrosio Lettieri, segretario della XII Commissione Sanità del Senato. "L’unico appunto che posso fare a chi ha dato vita alla Paa – ha evidenziato Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici – è che, se ci avesse pensato 10 anni prima, avrebbe potuto evitare i tanti errori che si sono fatti. Ben venga questa iniziativa, ma che sia realmente all’insegna della trasparenza. E contribuisca a far comprendere che il settore farmaceutico non è solo un costo ma, al contrario – ha concluso Foresti – un elemento che aiuta ad abbattere i costi della sanità".

Farmacista33 – 28 aprile 2010 – Anno 6, Numero 76

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