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URGENTE RICERCA SU RISCHIO IN MG

 

Ricette mediche ‘sotto la lente’ dei camici bianchi di famiglia italiani. Non solo la leggendaria brutta grafia (critica che spesso i pazienti muovono al dottore di fiducia), ma anche il moltiplicarsi di prescrizioni fitte di sigle e abbreviazioni ermetiche possono infatti compromettere la corretta comunicazione tra medico e malato, fra colleghi medici e tra medico e farmacista. A puntare i riflettori sul problema è la Società nazionale di aggiornamento per il medico di medicina generale (Snamid), durante il proprio 21esimo Congresso nazionale. Tema della due giorni, presentata la scorsa settimana a Milano, le ‘Nuove frontiere della medicina generale. Governo clinico, gestione del rischio e ricerca’. L’appello di Snamid è dunque di "applicare il ‘risk management’ non solo in campo ospedaliero, come finora è stato fatto in Italia – spiega il segretario nazionale, Marco Cambielli – ma anche in medicina generale. In letteratura a questo proposito c’è pochissimo", precisa l’esperto. Che individua quale prima lacuna "l’assenza di una codifica degli indicatori di processo da monitorare" per evitare ‘sviste’ nella routine del medico di famiglia. Fra gli elementi da fissare come ‘osservati speciali’, Cambielli indica "gli strumenti delle procedure standard quali grafia, sigle e abbreviazioni", nonché "gli aspetti clinici come le reazioni avverse da farmaci, le interazioni fra medicinali o tra farmaci e alimenti". E ancora, fra i parametri da considerare ci sono la possibile "errata lettura dei referti clinici, e l’errata applicazione di linee guida o di percorsi diagnostici e terapeutici", prosegue il medico. Convinto tuttavia che "nell’errore giocano un aspetto importante anche il burn-out", ossia lo stress patologico particolarmente diffuso fra gli operatori attivi in sanità e nel sociale. Insieme alla "depressione e insoddisfazione professionale", e infine agli "errori dei pazienti che sbagliano nella pianificazione nell’esecuzione delle indicazioni" del medico. Su tutti questi punti, dice Cambielli, "occorre perciò sensibilizzare i medici di medicina generale" italiani. Come pure sulla "comunicazione con i pazienti, l’agenda degli impegni, la comunicazione con il personale e i colleghi e la gestione della cartella clinica", aggiunge. L’invito di Snamid è quello di "ricordare che la maggiore complessità delle procedure genera anche più rischio", avverte il vicepresidente della società, Roberto Stella. In conclusione, la vera chiave è "imparare dagli errori, abituandosi alla revisione della propria attività e a ricercare, rimarcare e ricordare gli errori compiuti oppure evitati per pura coincidenza", è la raccomandazione finale di Cambielli.

Fonte "DoctorNews"

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