Verona. «Prescrizioni pilotate? No, Striscia ha sbagliato»

Verona. «Prescrizioni pilotate? No, Striscia ha sbagliato»

FARMACI. L’iniziativa di incentivare l’uso dei medicinali a brevetto scaduto è del Ministero
Adami della Fimmg: «Fatto passare un messaggio falso e pericoloso»

29/11/2011

Prescrizioni di farmaci pilotate per meritarsi a fine anno un premio di produzione che può raggiungere i 13.500 euro? È il sospetto alimentato dal servizio di Moreno Morello andato in onda nell’edizione di sabato scorso di Striscia la notizia.
«Le cose non stanno così», interviene il direttore generale dell’Ulss 20, Maria Giuseppina Bonavina, alla quale preme soprattutto tranquillizzare i cittadini, «perché l’iniziativa di incentivare l’utilizzo dei farmaci a brevetto scaduto non è locale, un’esclusiva delle tre Ulss della provincia veronese, ma dell’Aifa, l’Agenzia nazionale per il farmaco e del ministero della Salute. I farmaci equivalenti e a brevetto scaduto», aggiunge Bonavina, «hanno lo stesso principio attivo di quello griffato, la stessa efficacia comprovata, per cui non si può parlare di medicinali di serie B. Ed è eticamente corretto prescriverli, tanto più in un momento di crisi».
Anche la Fimmg, il principale sindacato dei medici di medicina generale, tramite il segretario provinciale, Lorenzo Adami, prende le distanze dal servizio di Striscia. «Morello mi ha intervistato», dice il medico, «ma ha ritenuto di non mandare in onda ciò che ho detto. Quel servizio è una sceneggiata napoletana, in cui si dà per certo che il comparaggio sia una pratica diffusa fra i medici veronesi», replica Adami, «quando la vicenda Glaxo dimostra che i medici di medicina generale di Verona non conoscono questa pratica. Il servizio, soprattutto, fa passare un messaggio falso, fuorviante e pericoloso. Per questo la Fimmg si riserva di adire le vie legali nei confronti della trasmissione di Canale 5».
«Il servizio», puntualizza il segretario della Fimmg, «fa passare l’idea che vengano prescritti farmaci scaduti, quando parliamo di farmaci a brevetto scaduto fortemente incentivati dall’Aifa e dalle stesse multinazionali del farmaco, che li producono parallelamente ai medicinali griffati e dal costo molto più elevato. Non facciamo altro che seguire precise indicazioni del ministero. Il messaggio che il medico prescriva il farmaco A piuttosto che il B per puro tornaconto è scorretto e diseducativo; è disinformazione».
Il servizio di Striscia ha reso pubblica una corrispondenza privata fra un medico e una società informatica: una lettera dal tono intimidatorio, in cui si rammenta al medico che non deve prescrivere quel determinato farmaco se vuol percepire l’indennità.
«La lettera», chiarisce Adami, «è stata inviata da Netmedica, una società di servizio della Fimmg regionale, che è socio di maggioranza, con un partner privato

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