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BAYER-SCHERING, SINERGIA A 800 MILIONI

INVESTIMENTI Il numero uno dell’azienda tedesca, Higgins, sottolinea l’esplosione in Europa dei costi di ricerca e sviluppo: nel 2006 spesi 22 miliardi

All’industria farmaceutica europea spetta un ruolo chiave ai fini di assicurare competitività all’Europa nei confronti degli Usa e per una sua affermazione nei mercati emergenti come la Cina e l’India. Lo ha affermato Arthur Higgins, Ceo della Bayer HealthCare e della Bayer Schering Pharma Ag, parlando ieri a Berlino a un gruppo di giornalisti europei. Higgins che è anche presidente della Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (Efpia), ha sottolineato la necessità di una giusta remunerazione dell’innovazione medica. Soltanto nel 2006 l’industria farmaceutica europea ha investito più di 22 miliardi di euro in ricerca & sviluppo, pari al 18% della spesa in questo settore da parte di tutta l’industria in Europa. «L’esplosione dei costi della ricerca e dello sviluppo dovuta ai più lunghi processi di autorizzazione insieme con la crescente pressione dei costi rendono sempre più difficile a molte società farmaceutiche recuperare la loro spesa di R&S prima della scadenza dei brevetti».
Parlando della Bayer HealthCare (società che in Italia è divenuta operativa a partire dal primo aprile), Higgins ha sottolineato come la società nell’arco degli ultimi tre anni sia riuscita a passare dalla diciassettesima alla decima posizione nella classifica dei più importanti gruppi farmaceutici mondiali. Tutte le quattro divisioni della Bayer HealthCare – di cui una è appunto la Bayer Schering Pharma – stanno dando risultati decisamente al di sopra della media del mercato. L’acquisizione della Schering portata a termine diciotto mesi fa è stata, con 17 miliardi di euro, la più grande nella storia del gruppo Bayer. La sua integrazione procede in modo più rapido del previsto e ha già assicurato più sinergie di quanto fosse stato a suo tempo possibile prevedere. Come risultato di questo positivo sviluppo, l’obiettivo del volume delle sinergie è stato aumentato da 700 a 800 milioni di euro, di cui l’80% sarà realizzato già entro la fine del 2008.
Higgins ha reso noto che il fatturato della Bayer HealthCare dei primi nove mesi ha superato 11 miliardi di euro con un incremento del 7% rispetto al corrispettivo periodo del 2006. Per quanto riguarda l’intero anno, Higgins ha confermato il suo ottimismo di un margine Ebitda del 25%, esclusi i fattori straordinari.
Come presidente della Federazione delle associazioni delle industrie farmaceutiche europee, di cui è presidente dal giugno di quest’anno, Higgins ne ha ribadito i principali obiettivi in quattro parole: accesso, innovazione, mobilitazione e sicurezza. Il che vuol dire: tempi più veloci per l’accesso ai nuovi farmaci, innovazione per una moderna Europa che attragga gli investimenti stranieri per la ricerca scientifica, mobilitazione delle proprie forze per meglio affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione e, infine, sicurezza nelle filiere dei farmaci attraverso maggiore trasparenza e integrità.  Luciano Barile – Il Sole 24 Ore del 13/12/2007  FINANZA E MERCATI  p. 43  

 

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