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Il divieto dell’UE sui PFAS minaccia il 93% dei farmaci e 53.000 posti di lavoro

53.000 posti di lavoro a rischio mentre il divieto UE sui PFAS minaccia il 93% dei farmaci

upday – 27 giugno 2026

L’industria farmaceutica europea ha lanciato un severo avvertimento secondo cui un proposto divieto UE sui composti chimici PFAS potrebbe eliminare fino a 53.000 posti di lavoro e minacciare la produzione di migliaia di farmaci essenziali. Il settore sostiene che la restrizione generale sui cosiddetti “forever chemicals” potrebbe gravemente interrompere l’accesso alle cure sanitarie in tutto il continente.

Secondo Farmaindustria, il 93% dei medicinali dipende dai PFAS in qualche fase della loro catena del valore, dalla ricerca e sviluppo alla produzione e ai dispositivi di somministrazione. Circa il 7% dei principi attivi farmaceutici contiene PFAS nella loro struttura chimica. La Federazione Europea delle Industrie e Associazioni Farmaceutiche stima che circa 1.922 principi attivi e 47.677 autorizzazioni all’immissione in commercio a livello globale potrebbero essere interessate, inclusi 674 medicinali classificati come essenziali dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Conseguenze economiche e sanitarie

L’impatto economico previsto è sostanziale. Le stime del settore suggeriscono 96 miliardi di euro di perdite economiche, l’eliminazione di fino a 53.000 posti di lavoro e una riduzione di 31 miliardi di euro di fatturato annuale nell’Area Economica Europea. Farmaindustria ha dichiarato che l’effetto potenziale sarebbe ampio e strutturale, traducendosi in una ridotta disponibilità di medicinali e un peggior accesso per i pazienti europei ai loro trattamenti, oltre a mettere a rischio la capacità produttiva farmaceutica nell’Unione Europea.

I farmaci a rischio includono insuline, analgesici, antiacidi, immunosoppressori e trattamenti oncologici. Il settore sottolinea che le proprietà dei PFAS come superfici antiaderenti e impermeabilità sono essenziali per prevenire interazioni o contaminazioni all’interno dei medicinali, garantendo qualità, sterilità e stabilità.


Nota

Cosa sono i PFAS

PFAS (acronimo di Per- and polyfluoroalkyl Substances, in italiano sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate, o sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) sono composti organici di fluoruri alchilici dotati di proprietà tensioattive, in particolare idrorepellenti e oleorepellenti. Sono noti anche come forever chemicals, data la loro stabilità chimica.

I PFAS sono entrati in uso con l’invenzione del Teflon nel 1938, per realizzare rivestimenti e prodotti in fluoropolimero resistenti al calore, all’olio, alle macchie, al grasso e all’acqua. Ora sono utilizzati in prodotti come tessuti impermeabili, tra cui il nylon e il Gore-Tex, pantaloni da yoga, tappeti, shampoo, prodotti per l’igiene femminile, schermi di telefoni cellulari, vernice, mobili, adesivi, imballaggi alimentari, schiuma antincendio e isolamento di cavi elettrici. I PFAS sono utilizzati anche dall’industria cosmetica in molti prodotti per la cura della persona, tra cui rossetto, eye liner, mascara, fondotinta, correttore, balsamo per labbra, fard e smalto per unghie.

Molte tipologie di PFAS, come PFOS e PFOA, sollevano preoccupazioni per la salute e l’ambiente perché sono inquinanti organici persistenti. Alcuni hanno emivita di oltre otto anni nel corpo umano, a causa del legame carbonio-fluoro, uno dei più forti nella chimica organica.

A causa delle preoccupazioni per la salute, diverse aziende hanno terminato o pianificano di terminare la vendita di PFAS o di prodotti che li contengono.

I produttori di PFAS hanno pagato miliardi di dollari per risolvere controversie legali, la più grande delle quali è stata un accordo da 10,3 miliardi di dollari pagato da 3M per contaminazione dell’acqua nel 2023. Studi hanno dimostrato che le aziende erano a conoscenza dei pericoli per la salute fin dagli anni ’70

Per limitare i danni ambientali e proteggere i consumatori, l’Unione Europea e le autorità per la sicurezza alimentare hanno introdotto direttive rigide. L’Unione Europea ha stabilito limiti massimi rigorosi per la presenza di PFAS nell’acqua potabile e negli alimenti.

Resta però un punto ancora poco esplorato: il contributo complessivo dei farmaci alla diffusione ambientale dei PFAS e dei loro derivati. Il settore farmaceutico potrebbe restare in parte escluso o soggetto a regole differenti, proprio per quanto è delicato il bilanciamento tra salute pubblica e impatto ambientale.

 

Notizie correlate:

EFSA. Sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS)

Redazione Fedaisf

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