
L’azienda aveva annunciato un piano di ridimensionamento del 20% dell’organico su scala nazionale, che si sarebbe tradotto in 92 esuberi.
Il piano avrebbe colpito in particolar modo la Lombardia con la chiusura dello stabilimento di Villanterio (Pavia), dove avrebbero dovuto essere licenziati 32 lavoratori, oltre ai 36 esuberi a Rho (Milano) e ai 4 esuberi a Caronno Pertusella (Varese).
La vertenza è stata portata all’attenzione della Regione Lombardia dalla consigliera Paola Pizzighini dove è emerso che in parte è stata scongiurata. In particolare, per Villanterio è stata garantita la produzione fino a fine anno, con l’impegno di utilizzare gli ammortizzatori sociali l’anno prossimo. Per Rho e Caronno Pertusella si è passati dai licenziamenti “unilaterali” a un percorso fondato sulla volontarietà e il prepensionamento.
In commissione regionale anche i rappresentanti aziendali, secondo cui la ristrutturazione risponde anche “alla scelta strategica avviata due anni fa di uscire dal business dei farmaci generici per focalizzarsi su quelli biologici”.
Estratto da Milano Today
Vertenza Teva-Sicor, Pizzighini (M5s): “Regione Lombardia attivi ogni strumento per compravendita Tapi e salvaguardia occupazionale”
Al centro del confronto, il piano di ridimensionamento aziendale che minaccia il futuro produttivo e occupazionale del comparto chimico-farmaceutico lombardo.
segna un momento di svolta importante per il futuro dei lavoratori.«Ho voluto fortemente questo momento di confronto perché la nostra Regione non può e non deve rimanere indifferente di fronte a logiche multinazionali che rischiano di assestare un colpo durissimo al nostro territorio», dichiara Pizzighini.
«Oggi registriamo un’evoluzione parzialmente positiva del contesto rispetto ai drammatici annunci iniziali della multinazionale. Questo cambio di passo è il risultato della mobilitazione compatta dei lavoratori, dell’azione sindacale, ma anche del tempestivo interessamento delle istituzioni. Come Movimento 5 Stelle abbiamo voluto far sentire la nostra voce non solo nelle aule istituzionali, ma assicurando un sostegno ai lavoratori. Per il M5S in Lombardia si tratta del terzo riscontro positivo consecutivo alla nostra attività di tutela del lavoro, dopo le battaglie affrontate con successo nelle vertenze di Electrolux e Nestlé: la dimostrazione che un’opposizione costruttiva, presente sul territorio e vicina ai cittadini, produce risultati concreti».
Anche grazie al tavolo negoziale e alla pressione mediatica e politica, l’azienda ha parzialmente modificato la sua impostazione. È stato scongiurato lo stop immediato a Villanterio (Pavia), garantendo la produzione fino a dicembre 2026, con l’impegno a utilizzare gli ammortizzatori sociali nel 2027 per l’accompagnamento alla cessione a terzi della divisione Tapi. Per gli altri siti (Rho e Caronno), si è passati dai licenziamenti unilaterali a un percorso basato sulla volontarietà e sul prepensionamento.
«Accogliamo positivamente questa prima tregua, ma il tempo ottenuto non deve essere sprecato. La vendita del sito di Villanterio è l’unica vera strada per salvare il futuro dei 32 lavoratori pavesi e dell’intero indotto.
Per questo motivo, ho chiesto formalmente che Regione Lombardia si faccia garante attiva del percorso e attivi sin da subito tutti gli strumenti a sua disposizione per favorire le trattative di vendita di Tapi, salvaguardando integralmente i posti di lavoro.»Mercoledì prossimo 8 luglio la vertenza si sposterà a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), per l’incontro nazionale.
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