
Acerra, spari nella sede della guardia medica: rinvenuti quattro bossoli
Un uomo ha sparato diversi colpi di pistola nella struttura che ospita il Sert e la Guardia Medica ad Acerra (Napoli); ricostruzione in corso, indagini affidate ai carabinieri.
Quattro colpi di pistola sono stati sparati da un uomo nel cortile che ospita la sede della Guardia Medica di
Acerra (Napoli), dove si trovano anche i locali del Serd; l’episodio, i cui contorni non sono ancora chiari, è al centro di una indagine dei carabinieri; è possibile che si sia trattato di un tentativo di rapina. I proiettili sono stati esplosi tutti verso un muro, non si registrano feriti.
È accaduto nella serata di ieri, 18 novembre, nel popoloso comune del Napoletano. I carabinieri sono intervenuti intorno alle 23.45, a seguito della segnalazione degli spari pervenuta dai medici in servizio. Sul posto, al civico 13 di via dei Mille, i militari hanno rinvenuto e repertato quattro bossoli calibro 9×19.
Ad agire sarebbe stato un giovane da solo, arrivato in scooter nonostante la pioggia scrosciante; avrebbe scavalcato la recinzione per entrare nel cortile e si sarebbe imbattuto poco dopo in uno dei medici della struttura; a quel punto avrebbe tirato fuori la pistola e avrebbe sparato, mirando all’edificio del Serd, per poi scappare; avrebbe scavalcato nuovamente e sarebbe fuggito con lo scooter che aveva lasciato in strada.
La struttura si trova nel pieno centro cittadino, le strade attigue sono coperte dalla videosorveglianza; nel corso delle indagini i militari dell’Arma stanno verificando se le telecamere della zona hanno registrato elementi utili per identificare l’uomo che ha sparato e per ricostruire la dinamica. L’ipotesi ritenuta al momento maggiormente verosimile è che possa essere stato un tentativo di rapina ai danni del personale sanitario della Guardia Medica.
Il racconto del medico di guardia dopo gli spari ad Acerra: “Mi ha puntato la pistola contro”
Un uomo ha esploso 4 colpi di pistola contro la sede del Serd di Acerra (Napoli), nello stesso cortile della Guardia Medica; indagano i carabinieri, ipotesi tentativo di rapina.
“Ero nel cortile quando ho visto un ragazzo che si avvicinava. Gli sono andato incontro, lui ha estratto la pistola, l’ha caricata, me l’ha puntata contro”. Comincia così il racconto di Mario Fusari, medico della Guardia Medica di Acerra, in provincia di Napoli, dove nella notte scorsa un uomo ha esploso quattro colpi di pistola contro l’edificio che ospita il Serd, che si trova nello stesso cortile. Il raid è avvenuto al civico 13 di via dei Mille, nel pieno centro cittadino. Le indagini sono affidate ai carabinieri; al momento tutte le ipotesi sono al vaglio, ma tra quelle ritenute maggiormente verosimili c’è quella del tentativo di rapina ai danni del personale.
Gli spari ad Acerra contro il Serd
“Mi ero insospettito perché non avevo sentito il citofono – prosegue il racconto di Fusari – quindi volevo capire come fosse entrato nel cortile. Dopo avermi puntato la pistola contro ha mirato verso il muro e ha sparato quattro colpi. Poi è scappato, noi l’abbiamo rincorso e l’abbiamo visto scavalcare. Aveva lasciato in strada uno scooter in moto: ci è saltato sopra ed è fuggito. Era da solo”. Inizialmente i medici hanno creduto che si trattasse di un’arma falsa ma, quando sono arrivati i carabinieri, è stato chiaro che si trattava di una pistola vera: a terra c’erano quattro bossoli calibro 9×19 e altrettanti fori nel muro.
Indagano i carabinieri, ipotesi rapina
L’ipotesi principale, al momento, è quella della rapina. Nei locali non sono custoditi contanti né strumentazione di valore, ma l’uomo potrebbe avere puntato ai tablet e agli effetti personali dei medici in servizio. La guardia medica di Acerra è stata spostata nel container per l’indisponibilità dei precedenti locali; una soluzione presentata come temporanea, che si sarebbe dovuta risolvere in un paio di mesi, ma che, invece, persiste da circa un anno. Da allora, diversi gli appelli presentati dal personale per chiedere maggiore sicurezza.
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Comunicato Fimmg
Continuità assistenziale, tentativo di rapina a mano armata ad Acerra. Fimmg: «Solidarietà ai colleghi». Alle Aziende: «Sicurezza vera nei presidi territoriali che devono essere allocati in aree idonee»
«Esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza alle colleghe e al collega di continuità assistenziale che, durante il proprio turno alla guardia medica di Acerra, si sono trovati esposti a un episodio gravissimo di violenza armata. Si è sfiorata la tragedia: chi lavora di notte nei servizi territoriali non può essere lasciato solo. Pretendiamo che i professionisti della continuità assistenziale possano curare i cittadini senza mettere a rischio la propria incolumità».
Tommasa Maio, segretario nazionale Fimmg Continuità Assistenziale, commenta così l’incredibile episodio avvenuto nella tarda serata di martedì ad Acerra, provincia di Napoli. Intorno alle 23, un uomo armato ha tentato una rapina presso la guardia medica di Acerra, dove in quel momento erano in servizio tre medici. L’aggressore, dopo aver scavalcato la cancellata ed essere penetrato nel cortile, è stato di fatto bloccato dalla prontezza dei sanitari, che si sono barricati all’interno e hanno lanciato l’allarme. Durante la fuga, il criminale ha esploso diversi colpi di pistola contro le pareti esterne della struttura. Solo per caso nessuno è rimasto ferito.
«Siamo di fronte a un episodio inaccettabile, che va ben oltre il già intollerabile fenomeno delle aggressioni al personale sanitario» sottolinea Luigi Sparano, segretario vicario Fimmg Campania. «Qui non parliamo di un’escalation legata alla frustrazione di un singolo utente, ma di un presidio sanitario bersagliato da colpi d’arma da fuoco in un’azione verosimilmente predatoria. È un salto di qualità nella percezione di insicurezza che non possiamo assolutamente tollerare e che, evidentemente richiede una riflessione sul posizionamento di quella sede». Di qui la richiesta all’ASL Napoli 2 Nord di una verifica puntuale sulla correttezza dell’allocazione della sede di continuità assistenziale in quella specifica zona, già segnalata come critica, e più in generale – aggiunge Maio – sull’adeguatezza delle condizioni strutturali e logistiche delle guardie mediche del territorio.
«È necessario mettere in campo ogni possibile azione per garantire la sicurezza di chi lavora per la salute dei cittadini: sedi opportunamente protette, videosorveglianza e protocolli chiari di gestione del rischio». Per Fimmg non può esistere una vera assistenza territoriale h24 se la sicurezza di chi vi opera è considerata un optional. «Chi chiede ai medici di essere presenti, disponibili e vicini alla popolazione, deve anche assumersi la responsabilità di proteggerli e tutelarli. Su questo punto non siamo disposti ad arretrare».




