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Allarme Tbc super resistente

Una forma di tubercolosi, aggressiva e pericolosa, contro cui non c’è antibiotico risolutivo, che non risponde a quasi nessuno dei farmaci, anche di seconda linea, conosciuti: l’allarme mondiale, lanciato da oltre un anno, ora giunge in Italia, con 8 casi “certificati”  anche   dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, studiati e diagnosticati dai centri di riferimento nazionali tra il 2003 e il 2006.
<b>Allarme Tbc super resistente<br />Anche in Italia i primi otto casi</b>” src=”http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/tbc-paganelli/tbc-paganelli/este_5766_49420.jpg” width=86 src_cetemp=”http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/tbc-paganelli/tbc-paganelli/este_5766_49420.jpg”><br /><span class=Style_3>“Con l’Italia”, afferma il Dipartimento Stop TB dell’Oms, “tutti i paesi del G8 (i paesi più ricchi) hanno ora la conferma della presenza della XDR-TB, (tubercolosi a estesa farmacoresistenza extensively drug-resistant TB)”. Spiega Mario Raviglione, Direttore Stop TB, Organizzazione Mondiale della Sanità, a Ginevra “Queste forme di TBC-XDR sono presenti anche in Italia, dove almeno una decina di casi è già stata segnalata all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In Italia, inoltre, ha fatto comparsa anche una forma di TBC resistente a tutti i farmaci di prima e di seconda linea esistenti oggi, senza eccezione, resistenza che sinora era stata rilevata solo per alcuni malati delle prigioni siberiane, dove la TBC e le sue forme più farmaco-resistenti mietono migliaia di vittime ogni anno”. E’ come essere tornati all’era pre-antibiotica.</span> </div>
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<div><span class=Style_3>Lo studio italo-tedesco, primo firmatario Giovanni Battista Migliori della Fondazione Salvatore Maugeri di Tradate (uno dei Centri di eccellenza nella lotta alla Tbc e centro di riferimento Oms) che apparirà sulla rivista Usa di infettivologia “Emerging Infectious Diseases”, è un lavoro durato anni, che ha individuato, come affetti da tubercolosi XDR , 4 italiani (età 41-49 anni) e 4 stranieri (età 27-61 anni, provenienti da Europa dell’Est, America Latina e Africa) con una mortalità del 50 per cento. “Due donne italiane”, spiega Migliori, “di 43 e 49 anni sono morte ed erano resistenti ad ogni tipo di trattamento. Una delle pazienti deceduta aveva 625 giorni di ricover anni di malattia, una tragedia umana. Nessuno dei casi individuati era sieropositivo. E’ la prima volta che si riesce a descrivere i risultati sui trattamenti di Tbc in paesi a bassa incidenza della malattia”. </p>
<p>L’inizio della debacle sul fronte della lotta alla Tbc, è arrivato con l’intreccio perverso e l’avanzare dell’HIV/AIDS. In una persona con un sistema immunitario compromesso, il micobatterio ha avuto campo libero per mietere vittime. Prima era una malattia quasi “sconfitta”, per molti legata all’Ottocento, la tisi, quella tosse e quel pallore mortale, un morbo da Opera italiana (“La Boheme” di Puccini), finale di una vita fatta di genio e sregolatezza (il pittore Modigliani), o sfondo letterario come nella Montagna Incantata di Thomas Mann. </p>
<p>Solo verso la fine del Novecento apparvero le prime resistenze ai farmaci, la MDR-TBC (ceppo batterico resistente ad almeno due dei farmaci principali utilizzati contro la malattia: isoniazide e rifampicina), spesso dovuta a cicli di cure non portate a termine. La risposta della</p>

			
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