Assortopedia entra in Confindustria Dispositivi medici. Rappresentano 4100 aziende. N.d.R.

Assortopedia entra in Confindustria Dispositivi medici. Rappresentano 4100 aziende. N.d.R.

Confindustria dispositivi medici, entra Assortopedia e si amplia la squadra di presidenza

Allargata la base di rappresentanza delle imprese del settore. Silvia De Dominicis, amministratore delegato Johnson & Johnson Medical Spa, nominata vicepresidente con delega agli Affari legali e regolatori. Boggetti: “Un ulteriore passo nel processo di unione dell’intera filiera in un’unica associazione di categoria”

Aboutpharma – 18 giugno 2020

Confindustria Dispositivi Medici amplia ancora la sua base di rappresentanza e annuncia, in occasione dell’Assemblea ordinaria, l’ingresso nella Federazione di Assortopedia, l’Associazione nazionale delle aziende ortopediche, che operano nel settore della produzione e distribuzione dei dispositivi medici per persone disabili.

L’associazione

Assortopedia, che riunisce 100 imprese e conta 1.200 dipendenti di cui 300 tecnici ortopedici per un mercato di oltre 150 milioni di fatturato, entrerà così da gennaio 2021 a far parte del variegato mondo di Confindustria Dispositivi Medici che rappresenta oggi 4.000 aziende, che occupano quasi 80mila  dipendenti, generando un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno.

Il presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Massimiliano Boggetti, ha sottolineato come “l’ingresso di Assortopedia sia un ulteriore, importante passo nel processo di unione dell’intera filiera dei dispositivi medici in un’unica associazione di categoria”.

Il commento

 “Entriamo con convinzione in una Federazione adatta a rappresentarci: i dispositivi medici sono il nostro mondo e siamo convinti che solo facendo fronte comune si è in grado di portare dinnanzi ai decisori politici le istanze che sentiamo come collettive”, commenta Alessandro Maggi, presidente di Assortopedia.  “Assortopedia, insieme a Confindustria Dispositivi Medici, si pone l’obiettivo di fornire ausili sempre più innovativi e all’avanguardia, di offrire la propria expertise a favore della classe medica e degli atenei e di rappresentare, nei tavoli tecnici di maggior interesse, tutte quelle imprese che ogni anno assistono 2 milioni e mezzo di cittadini con fragilità grazie ai dispositivi erogati dalle aziende ortopediche, ha concluso Maggi.

Nuove nomine

L’assemblea è inoltre stata l’occasione per presentare l’ampliamento della squadra di presidenza con la nomina di Silvia De Dominicis, Amministratore Delegato Johnson & Johnson Medical Spa, a Vicepresidente con delega agli Affari legali e regolatori e la nomina di due nuovi componenti del Consiglio Generale: Katia Accorsi (Roche Diagnostics) e Marco Greco (Fresenius Medical Care).

Tra gli obiettivi della vicepresidenza di Silvia De Dominicis, la valorizzazione dell’innovazione tecnologica dei device verso il mercato italiano ed europeo e la sensibilizzazione degli stakeholder sulla necessità di una semplificazione normativa e del codice appalti, in modo da rendere il mercato degli acquisti più snello e concorrenziale. La Vicepresidente seguirà inoltre le questioni legali di impatto sul settore.

“Sono molto orgogliosa di far parte di un comparto incredibilmente votato all’innovazione e che, oggi più che mai, ha dimostrato la propria importanza per la salute e il benessere dei cittadini”, ha commentato Silvia De Dominicis, neo Vicepresidente di Confindustria Dispositivi Medici. “La mia nomina coincide con un periodo ricco di sfide per il mercato europeo dei dispositivi medici, dove dinamiche geopolitiche quali la Brexit aprono a scenari inediti, ma in grado di rappresentare imperdibili occasioni di riposizionamento e dialogo”.


Aziende associate a Confindustria Dispositivi Medici


N.d.R.: Sono circa 200 le aziende associate a Farmindustria, una cinquantina ad Assogenerici, 220 gli associati a Federsalus (associazione dei produttori di integratori), 4.100 gli aderenti a Confindustria Dispositivi, più un numero imprecisato di produttori di dermocosmetici, più per i pediatri i produttori di latte per neonati, più quelli non iscritti, ecc., ecc.. E se tutti questi, ma ne basterebbe la metà, facessero telemarketing, pardon “informazione da remoto”?

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