Aumentano i nuovi prodotti farmaceutici, ma cala il ritorno economico

Aumentano i nuovi prodotti farmaceutici, ma cala il ritorno economico

“Il ritorno economico dagli investimenti in Ricerca e Sviluppo fatti dalle più grandi aziende farmaceutiche del mondo è diminuito al livello più basso in cinque anni, passando dal dal 10,1 per cento nel 2010 al 5,5 per cento nel 2014”. Lo rivela un report Deloitte

di  – 15 dicembre 2015

Centoquarantatré sono i nuovi prodotti lanciati dal 2010 a oggi dalle 12 maggiori aziende farmaceutiche, per un totale di vendite di 955 miliardi. Nello stesso periodo, le divisioni di ricerca e sviluppo delle stesse aziende hanno sviluppato 236 nuove molecole in fase avanzata di in pipeline, con vendite totali pari a 1,171 miliardi. È quanto emerge da un report Deloitte, secondo cui il ritorno economico dagli investimenti in Ricerca e Sviluppo fatti dalle più grandi aziende farmaceutiche del mondo è diminuito al livello più basso in cinque anni, passando dal dal 10,1 per cento nel 2010 al 5,5 per cento nel 2014. I costi di ricerca e sviluppo infatti continuano a salire e c’è stato un solo un piccolo cambiamento derivante dalle cessazioni di attività delle fasi finali.

Nel documento si evidenzia come la raffica di lanci di nuovi farmaci – 41 quest’anno negli Stati Uniti (pari a tutto il 2014 che è stato l’anno del migliore riscontro dal 1996 e il secondo più alto mai registrato), tra cui nuovi trattamenti per il cancro di alto profilo, nuove cure per le malattie cardiache e il colesterolo alto, ricorda il Financial Times – abbia sollevato l’ottimismo nel settore, dopo un periodo in cui le grandi scadenze di brevetto avevano depresso la crescita. Tuttavia, lo studio di Deloitte avverte che le previsioni di vendita per la prossima generazione di medicinali è diminuita di quasi il 50% dal 2010, a una media di 416 milioni di dollari, mentre il costo di sviluppo è aumentato di un terzo, a 1,6 miliardi.

L’equilibrio tra i flussi finanziari in entrata e in uscita infatti continua a essere sbilanciato dal peso dell’accesso del farmaco al mercato, comprensivo anche dei costi relativi ai fallimenti, che è aumentato fino a 1,4 milioni nel quinto anno. Per la prima volta dal 2010 però i ricavi medi di previsione di una singola attività sono aumentate, recuperando gran parte del terreno perso dal 2012.

Le dinamiche che hanno portato a un risollevamento dei rendimenti di R&S sono complesse e variano notevolmente a seconda dell’azienda. In generale secondo il rapporto, la dimensione aziendale, l’approvvigionamento interno o esterno di innovazione, il focus sull’area terapeutica, e la riorganizzazione funzionale del settore di R&S influenzano la capacità di avere ritorni economici vantaggiosi.

“I numeri semplicemente non tornano per generare un rendimento adeguato – fa notare Neil Lesser, Head Life Science Strategy Deloitte Us – le aziende sono a caccia di obiettivi di domani, con costi di ieri”. Un ulteriore vincolo previsto dalla Deloitte è l’aumento della concorrenza nel mercato affollato dei farmaci contro il cancro. La quota delle attività in oncologia nelle pipeline delle 12 maggiori Big Pharma è aumentata dal 20% nel 2010 al 30% di quest’anno. Tuttavia, la relazione riconosce che il numero crescente di farmaci che raggiungono mercato mostra che l’innovazione è in aumento.

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